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“Partecipate”, a S. Croce scocca l’ora dei tagli

“Partecipate”, a S. Croce scocca l’ora dei tagli

Il Comune cerca di adeguarsi alla normative che impongono risparmi Possibili le dismissioni da Banca Popolare Etica e Fidi Toscana

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Il comune di Santa Croce si adegua alla legge Delrio, entrata in vigore ad aprile 2014, che prevede di ridimensionare le spese della finanza pubblica nell’ottica di una sempre maggior razionalizzazione.

Lo scopo è garantire un andamento meno dispendioso per quanto riguarda la pubblica amministrazione e, con la legge di stabilità del 2015, imporre agli enti locali una drastica riduzione delle società partecipate. Queste dovranno passare entro la fine dell’anno dalle 8mila alle mille unità. Ecco, allora, che dovranno essere eliminate le società che non abbiano come scopo precipuo quello di garantire un’attività istituzionale, quelle composte soltanto da amministratori o con un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti, andando invece a riorganizzare quelle che svolgono un servizio pubblico di rilevanza economica. Il comune del comprensorio del cuoio ha stabilito, dunque, un piano di razionalizzazione volto a mantenere invariati i più importanti servizi erogati e che potrà subire delle variazioni a seguito di ulteriori decisioni del consiglio.

Le società che verranno mantenute dall’ente sono: la Santa Croce Pubbliciservizi (di esclusiva proprietà dell’ente e che gestisce la farmacia comunale), Geofor (che insieme ad Ecofor e Retiambiente andrà ad occuparsi della gestione del settore dei rifiuti a livello regionale), l’Azienda Pisana Edilizia Sociale (Apes) e Domus Sociale (che si prodigano nella ricerca di immobili da destinare a cittadini italiani e stranieri), il Polo Teconologico Conciario e la Cassa di Risparmio di San Miniato in quanto motori dello sviluppo economico della zona, Toscana Energia (per quanto riguarda l’erogazione dei servizi energetici), Aquatempra (che gestisce impianti sportivi e piscine), Consorzio Aquarno, il Consorzio Depuratore ed Ecoespanso. Si valuterà, invece, la dismissione della società Banca Popolare Etica e Fidi Toscana. Le amministrazioni locali avranno tempo fino al 31 marzo 2016 per predisporre una relazione sull’effettivo raggiungimento dei risultati sperati, che dovrà essere riportata alla sezione regionale della Corte dei Conti. Il principio dell’economia, però, porterà con sé l’eventualità della mobilità per i dipendenti delle società che dovranno essere eliminate e soltanto nel caso in cui venga a crearsi del personale in esubero si darà la possibilità, previo accordo sindacale, di un trasferimento dei dipendenti interessati anche al di fuori del territorio regionale, all’interno di altre sedi della società interessata.

Elena Battaglia

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