Sicurezza
Il caso della lapidi rimosse finisce anche sul Vernacoliere
SAN MINIATO. La vicenda delle lapidi approda anche sul Vernacoliere. Pilade Cantini, già assessore di Rifondazione comunista a San Miniato e ora collaboratore di Matteo Renzi (è responsabile dell’uff...
SAN MINIATO. La vicenda delle lapidi approda anche sul Vernacoliere. Pilade Cantini, già assessore di Rifondazione comunista a San Miniato e ora collaboratore di Matteo Renzi (è responsabile dell’ufficio corrispondenza del presidente del consiglio) è tornato sull’argomento.
«Questo mese, insomma, niente lapidi», suggerisce Cantini, che collabora da circa due anni col Vernacoliere con la rubrica (neanche a farlo apposta...)“Le lapidi di Pilade”. «Non vorrei che il sindaco di San Miniato strappasse il Vernacoliere...». Cantini ripercorre la storia che ha animato le cronache locali. Il sindaco di San Miniato ha «levato due lapidi dalla facciata del palazzo comunale che ricordavano l’eccidio del Duomo, avvenuto il 22 luglio 1944, con 55 vittime. Le ha tolte perché ce ne erano due, una del 1954 in cui si condannava il gelido eccidio nazista e una del 2008, in cui si condannava il nazifascismo ma si diceva che i morti erano dovuti al fuoco amico ango-americano. E questo pareva brutto. Al di là della verità sulla strada, che secondo me non sapremo mai, è stata compiuta anche una piccola strage della memoria, per quanto confusa, divisa, contraddittoria». Ma San Miniato non ha dimenticato e la storia delle lapidi resta ancora tutta da risolvere.
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