Sicurezza
Truffe sul web? Ecco alcuni semplici consigli per ridurre al minimo i rischi
Li spiega Massimiliano Baldocchi, esperto di informatica, blogger e fondatore di HT&T Consulting. Tre quelli fondamentali: usare borsellini virtuali come Paypal o similari, comprare da siti affidabili, occhio all'affare troppo vantaggioso. "Ma si rischia di più quando in un negozio o al ristorante la 'strisciata', avviene lontano dai nostri occhi. Non perdiamo mai di vista la nostra card"
PONTEDERA. Ogni giorno leggiamo notizie di frodi, truffe e raggiri che hanno come oggetto le carte di credito. E ogni volta molte cose inesatte vengono dette e pochi consigli vengono dati. Ecco dunque l’occasione per dire qualcosa su come usare i mezzi di pagamento elettronici in modo corretto e intelligente, e di conseguenza ridurre al minimo i rischi.
L’introduzione del chip sulle carte di credito e bancomat ha risolto il problema della clonazione, ovvero la pratica di prendere i dati ai bancomat attraverso lettori nascosti in modo fraudolento negli sportelli automatici ATM o in altri dispositivi di pagamento (a proposito: se avete ancora la vecchia carta munita di sola banda magnetica ne potete richiedere la sostituzione alla vostra banca con una munita di chip).
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Il grande rischio oggi è quello di farsi rubare il numero della carta di credito e il rispettivo codice di controllo che si trova nella parte posteriore (chiamato CSC o CCV2). Attraverso la conoscenza di questi dati infatti, un malintenzionato è in grado di effettuare transazioni a vostro nome. Quindi, il consiglio più semplice, ma anche più importante, è di non mettere mai in mano a nessuno la nostra carta di credito. Spesso vediamo nei ristoranti clienti lasciare la carta al cameriere per andare a “strisciarla” dietro al bancone. Un numero di carta rubato può essere usato anche dopo mesi, e in altri luoghi, e addirittura venduto al mercato nero, e sarà molto difficile risalire a chi potrebbe averla presa. Quindi, se c’è da pagare andiamo di persona e non perdiamo mai di vista la nostra card.
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Ma i dati possono essere carpiti anche semplicemente chiedendoli. E’ il caso del phishing, un reato informatico che, attraverso l'invio di messaggi di posta elettronica in cui viene imitata la grafica di famosi siti di e-commerce, bancari o postali conosciuti, mira a ottenere dalle “vittime” la password di accesso al conto, le password che autorizzano i pagamenti oppure ii numero della carta di credito e il relativo codice di controllo. Anche qua il consiglio è molto semplice: è bene non comunicare mai a nessuno, specialmente via mail o telefono, i dati della propria carta o le password di pagamento. Una banca o qualsiasi altro ente o azienda non ha motivo di richiedere i vostri dati in questo modo e, visto il fenomeno del phishing, soprattutto non lo farà mai per nessun motivo.
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Per limitare ulteriormente i rischi di uso fraudolento delle nostre carte, i circuiti di pagamento più grandi hanno realizzato sistemi di sicurezza addizionali che richiedono, nei pagamenti online ,l’inserimento di una password addizionale. Il Verified by Visa, il MasterCard SecureCode e il 3D secure. Sono sistemi gratuiti che introducono un’autorizzazione al nostro pagamento tramite l’inserimento di una password limitando, di molto, i rischi. I dati potrebbero essere presi anche mentre li inseriamo su un sito per pagare da qualcuno che si mette in ascolto tra noi e il sito che prende il pagamento. Ogni volta che si inseriscono i dati della nostra carta di credito è bene assicurarsi che il sito su cui si digitano, prenda i nostri dati in modo criptato: lo si riconosce perché nell'indirizzo della pagina di pagamento compare "https" al posto di “http” e in molti browser compare anche un lucchetto chiuso giallo o oro a indicare che i nostri dati sono al sicuro.
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Infine iscrivetevi al servizio di invio SMS (quasi sempre gratuito) fornito da quasi tutte le Banche/Circuiti di carte di credito, che trasmette un messaggino in tempo reale al numero di cellulare comunicato per qualsiasi transazione avvenuta sulla vostra carta bancomat e di credito. Il servizio consente di venire a conoscenza immediatamente del problema e di bloccare in tempi rapidi l’eventuale ripetersi di transazioni non consentite chiamando i numeri dedicati o la propria banca. Per questo è bene memorizzare nel proprio telefono il numero da chiamare per bloccare la propria carta, non si sa mai.
Ultimo consiglio: quando si pensa di comprare online da privati, magari tramite siti specializzati come ebay, subito.it e altri;oppure semplicemente non ci fidiamo del sito sul quale stiamo facendo acquisti, è sufficiente per pagare e star sereni utilizzare dei servizi che facciano da intermediari, come PayPal, e che garantiscono sul buon fine della transazione. Se qualcosa dovesse andare male,saranno loro ad effettuare risarcimento a seguito di una semplice segnalazione.
(Massimiliano Baldocchi, esperto di informatica, blogger e fondatore con Matteo Doveri della HT&T Consulting di Pontedera, agenzia di comunicazione digitale che sviluppa e gestisce progetti e-commerce da più di 15 anni, che utilizzano le più svariate forme di pagamenti online)
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