Il Tirreno

Pontedera

il caso

Clamorosi errori negli accertamenti Imu a Pontedera

di Cristiano Marcacci
Clamorosi errori negli accertamenti Imu a Pontedera

Contribuente si è vista arrivare una sanzione di 710 euro perché secondo il Comune è proprietaria di un immobile al 200%

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Ben venga la lotta all’evasione, alla luce soprattutto del fatto che, come ci hanno spiegato pochi giorni fa in Comune a Pontedera, il trenta per cento di coloro che sono proprietari di due o più case non ha pagato l’Imu, l’imposta municipale sugli immobili. Un presupposto fondamentale per lottare efficacemente contro i “furbetti” dovrebbe però essere quello di fare bene i conti. A Palazzo Stefanelli, invece, pare non esista una spiccata dimestichezza con numeri e percentuali.

È la conclusione che si può trarre dopo aver parlato con una nostra lettrice residente nel centro di Pontedera. Lei ha circa cinquant’anni, è madre di due figli ed è intestataria di due appartamenti in città. Secondo il Comune, lei avrebbe evaso una parte della tassa sugli immobili. Cioè, avrebbe pagato meno del dovuto. Tutto falso: lei ha ragione e gli uffici comunali hanno torto. Clamorosamente torto, visto che i calcoli del municipio sono stati eseguiti prendendo quale base il 200% (sì, abbiamo scritto bene: il 200%) della proprietà. Impossibile, evidentemente, essere proprietario di un immobile al 200%, al massimo lo si è al 100%.

I “ragionieri” del Comune, però, sono andati a diritto e hanno deciso di procedere come contro un evasore doc. Ed ecco sfornato il “multone”: 710 euro perché per tre anni la contribuente ha pagato meno del dovuto. «Per fortuna – ci racconta la donna – ho un commercialista che mi segue tutte queste cose e non appena ho ricevuto l’accertamento l’ho chiamato girandogli il tutto. Fin da subito, al primo colloquio telefonico con gli uffici comunali, è emerso lo sbaglio. Secondo loro, io avrei dovuto pagare per il 200% della proprietà. Si sono immediatamente scusati e hanno detto al mio commercialista di strappare pure l’accertamento. A quel punto, lui si è giustamente risentito e ha fatto presente al Comune che lui non strappa proprio nulla e che deve essere lo stesso Comune ad inviare un annullamento della multa».

Comprensibilmente, la cittadina si pone dei quesiti. Uno su tutti: «Se fossi stata un’anziana che non si appoggia abitualmente per certe pratiche ad un commercialista, avrei potuto scoprire l’errore, anche se grossolano? Probabilmente, avrei pagato quei 710 euro convinta di aver sbagliato. Me li avrebbero poi rimborsati? E quando?».

C’è da capire ora se quello raccontato al Tirreno è un fatto isolato oppure no. Dalle prime verifiche con alcuni commercialisti, sembra di no. Ci sarebbero altri casi di questo tipo. A quel punto, forse, ci sarebbe quindi da correggere il tiro. Qualcuno è stato probabilmente frettoloso nel definire “evasore” un cittadino su tre fra i proprietari di seconde case.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa