Il Tirreno

Pontedera

criminalità

Restano in carcere i due trafficanti di droga dalla Spagna

La ruota dov’era nascosta la droga
◗
La ruota dov’era nascosta la droga

La Procura ha invece deciso solo per l’obbligo di dimora per il ventenne residente a Orentano

2 MINUTI DI LETTURA





CASTELFRANCO DI SOTTO. Restano in carcere due dei tre arrestati dai carabinieri di Prato con l’accusa di traffico internazionale di stupefacenti. Nei confronti del terzo indagato, un ventenne di origini marocchine, nipote di uno dei due arrestati, residente a Orentano di Castelfranco di Sotto, il Gip del tribunale di Pisa, dottor Laghezza, dopo la convalida dell’arresto non ha disposto un’ordinanza di custodia cautelare in carcere ma ha deciso per lo studente dell’istituto professionale l’obbligo di dimora.

Nei suoi confronti gli indizi di colpevolezza sono stati ritenuti più deboli rispetto a quelli del camionista arrivato dalla Spagna con un carico di 140 chilogrammi di hashish, che sul mercato avrebbe avuto un valore di circa 350mila euro, e di quelli contestati allo zio del ventenne. All’alba di venerdì 24 aprile, nell'ambito di un'attività investigativa coordinata dal procuratore capo di Prato, Antonio Sangermano, i carabinieri del nucleo investigativo di Prato arrestarono due marocchini e uno spagnolo per possesso di un ingente quantitativo di hashish.

Stando alle prime ricostruzioni e a quanto fu appreso durante il blitz, i due marocchini attesero il “corriere” proveniente dalla Spagna all'interno di un parcheggio vicino alla scuola. Poi, in maniera molto rapida, iniziarono a trasferire le ruote di scorta del tir all'interno di un piccolo furgone guidato da loro. In quel momento, giunsero i militari che bloccarono tutte le vie di fuga, raggiungendo e fermando i tre nonostante il timido tentativo di fuga. I carabinieri, che da tempo stavano seguendo i movimenti dei due acquirenti, ispezionarono l'interno delle due ruote di scorta del tir, scoprendo successivamente che all'interno vi erano stipati 140 chili di hashish suddivisi in panetti da 100 grammi.

Il ventenne ha raccontato di essere stato svegliato dallo zio (entrambi sono difesi dallo studio Parenti di Pontedera) nel cuore della notte e che gli aveva chiesto di fare un lavoro per lui. In cambio il giorno successivo lo avrebbe accompagnato a scuola. Ma la mattina lo studente finì in carcere.(s.c.)

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa