Il dolore
Lupi e Gabbanini si sbranano sul web
Volano parole grosse tra il segretario Pd e il fratello del sindaco
SAN MINIATO. Sono lontani i tempi in cui i contrasti interni, anche feroci, restavano confinati nelle stanze di partito. Oggi tutto finisce su Facebook, spiattellato sul web con naturalezza estrema e talvolta con toni che francamenti non ti aspetti. È successo anche sulla vicenda delle lapidi, dove la diversità di vedute tra la linea del sindaco e una buona fetta del Pd non è certo un mistero. Ma da qui a leggere il battibecco scoppiato sul profilo del segretario Francesco Lupi ce ne corre. Ad accendere la miccia, apparentemente innocua, un post di Lupi che inneggiava al “25 aprile e all’Italia libera e antifascista”. Pochi commenti più sotto, ecco l’affondo di Marzio Gabbanini, fratello del sindaco, presidente della fondazione Dramma Popolare, che invita il segretario a prendere «una posizione chiara e comprensibile. Il tuo ruolo lo impone!». «Mi sembra di averla già presa eccome», risponde Lupi, ricordando il comunicato diffuso all’indomani della rimozione delle lapidi, nel quale aveva preso le distanze dal sindaco scusandosi col partito per la mancanza di una riflessione interna sulla questione. Ma Gabbanini incalza: «Dichiarala ora se hai le palle», lasciando intendere che ci sia qualcosa di non detto. Pochi commenti più sotto le conclusioni, in cui Gabbanini accusa il segretario di non avere gli “attributi”: «Peccato – aggiunge – la sinistra sanminiatese si merita altro». Da qui l’intervento di Massimo Baldacci, ex segretario Pd: «La sinistra sanminiatese – dice – avrebbe meritato soprattutto che non si fossero fatte “cavolate” enormi (Baldacci usa un termine più deciso) come rimuovere le lapidi senza un adeguato dibattito. Il segretario comunale e il segretario provinciale questo l’hanno detto, e hanno fatto proprio bene. Dopodiché va trovata una soluzione, che non penso neppure io debba necessariamente essere quella di rimettere le lapidi dove erano». (g.p.)
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