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In forse il prossimo Palio del cero

Problemi economici e carenza di forze per tre delle otto contrade

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VOLTERRA. Problemi economici e mancanza di partecipanti. Ecco due delle ragioni per cui ben tre contrade sulle otto totali con tutta probabilità non parteciperanno all’edizione 2015 del tradizionale Palio del cero. «È stata una serata non propositiva, un ritorno ai soliti vecchi problemi. Il palio è di otto contrade e tale deve rimanere. Dobbiamo ricordare che è patrimonio della città. Bisogna andare incontro alle tre contrade, ma non contro alle altre cinque», sottolinea Fabrizio Fabbri, priore delle contrade. È una delle tante voci che accende l’incontro organizzato dall’amministrazione comunale proprio con le contrade.

La ventilata assenza di alcuni protagonisti della kermesse di inizio giugno, ovvero Porta a Selci, Porta all’Arco-Sant’Alessandro e Piazza-Santa Maria, viene messa nero su bianco in una lettera inviata al comitato. «La mancanza di persone, legata anche all’età media, piuttosto alta degli abitanti dei miei quartieri insieme a problemi di costi dovuti alla giusta regola dei certificati medici per i tiratori, sono alcuni dei principali motivi della nostra decisione», spiega Francesca Dell’Aiuto, balitrice della contrada di Porta a Selci.

Il dibattito è accesissimo. Il sindaco Marco Buselli richiama le contrade all’unità, anche per il fatto che una delegazione dei gruppi storici di Volterra il 25 giugno sarà a Expo Milano. Prende la parola l’assessore Massimo Fidanzi, che lancia la proposta del Comune dei “bonus chilogrammi”. «Con questi – spiega – vorremmo rendere più competitiva la gara. Si tratterebbe di conferirli basandosi sui punteggi ottenuti dalle contrade in altre manifestazioni, come la gara dei caci, il tiro della balestra e il masgalano. Questi crediti si tramuterebbero in chili che si andrebbero ad aggiungere ai 750 stabiliti dal regolamento per ogni squadra».

Che la questione dei costi da sostenere sia alla base dei problemi sollevati da alcune contrade lo ribadisce anche Liliana Favilli, ex balitrice della contrada di Santa Maria. Ma la voglia di non rinunciare all’edizione 2015 del Palio accomuna tutti. Ecco quindi un’altra proposta, quella di una solidarietà economica. «L’essenziale è fare il Palio – dice la sua Claudio Ferri, tiratore di San Giusto –. Per questo sarei disposto anche ad andare in un'altra contrada per renderla più competitiva». Luciano Ceppatelli, ex balitore Porta a Selci, propone di affidarsi alla fortuna sorteggiando le contrade che possono partecipare al Palio. C’è pure chi butta lì l’ipotesi di fondere per il Palio le tre contrade in bilico.

Il dibattito continua oltre la mezzanotte, terminando con la proposta di una nuova convocazione per riflettere sulle idee e sui suggerimenti emersi. Niente di definito.

Leonardo Dell’Aiuto

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