La manifestazione
La doccia fredda: Smith vuol chiudere
La “Schlumberger” ha comunicato l’intenzione di cessare l’attività. A rischio 193 posti di lavoro. Inizia la mobilitazione
VOLTERRA. Il respiro di sollievo è durato lo spazio di un mese, poi è arrivata la doccia gelata: soffiano venti di chiusura per la Smith Bits (ex Smith) di Saline di Volterra.
Una notizia tremenda per l’Alta Valdicecina e per le famiglie dei circa duecento lavoratori che ogni giorno si alternano nella costruzione di scalpelli per le perforazioni petrolifere.
Doccia gelata. E pensare che dopo mesi di cassa integrazione, i dubbi dei dipendenti si erano sciolti grazie ad un faccia a faccia con l’amministratore delegato Giovanni Muzzi. Da quell’incontro sia le organizzazioni sindacali che la compagine politica erano usciti sollevati: l’azienda aveva annunciato la fine della cassa integrazione ordinaria grazie ad una nuova commessa e calendarizzato il rientro dei 193 dipendenti al 24 aprile. Era un piccolo passo avanti e accadeva un mese fa. Magari era l’ultimo tentativo per cercare di dare una spinta ad un’azienda che da anni vive nella crisi per il calo delle commesse e per l’andamento del prezzo del petrolio. In realtà, c’è chi giura che dopo l’acquisto da parte della franco-olandese Schlumberger nel 2010 (leader mondiale nella fornitura di servizi per operazioni petrolifere e per gasdotti) il peso “politico” degli amministratori che guidano lo stabilimento di Saline (la sede legale è negli Stati Uniti) si sia ridimensionato. Altrimenti non si spiegherebbero le discrepanze tra le rassicurazioni messe sul piatto da Muzzi un mese fa e le lettere di mobilità che saranno spedite nei prossimi giorni.
L’annuncio. La comunicazione è stata diramata dai vertici della Smith nella mattinata di ieri a Pisa durante un incontro con le rappresentanze sindacali. Nella lettera consegnata dai dirigenti si parla chiaramente di “cessazione”. Appena ricevuta la notizia, le Rsu si sono riunite in assemblea coi dipendenti per comunicare la notizia e valutare eventuali forme di protesta, oltre all’iter da seguire dopo l’annuncio. Anche, le istituzioni hanno preso posizione.
Mobilitazione. Il sindaco di Volterra, Marco Buselli, ha già annunciato la convocazione di un consiglio comunale aperto e si stanno muovendo un po’ tutte le realtà (politiche, sindacali, economiche) che animano il territorio. Si cerca una linea comune per evitare la serrata di una delle aziende traino del territorio e nel contempo si prova ad aprire un tavolo di trattativa con i vertici della Smith (anche se la decisione di chiudere è stata presa dagli amministratori della Schlumberger che detiene lo stabilimento). La soluzione naturale dovrebbe essere un confronto in Regione con l’assessore alle attività produttive Gianfranco Simoncini. Smaltita la delusione, resta solo da capire quale e quanto ampio possa essere il margine d’intervento. «Le notizie che sono arrivate dalla società, che ha intenzione di iniziare una fase di mobilità per cessazione di attività dello stabilimento sono gravi – commenta Massimo Basile, responsabile Cgil di zona –. La fabbrica è fondamentale per il territorio da un punto di vista sociale, ma anche per la professionalità del proprio personale. Sarà necessaria una fase di mobilitazione lunga e dura in accordo con la categoria e le Rsu». La prossima settimana è previsto un ulteriore incontro tra i sindacati e l’amministratore delegato di Smith.
Il protocollo. A Firenze, neanche due anni fa, fu firmato un accordo d’intesa tra Smith e Regione. Un patto in cui l'azienda si impegnava a perseguire obiettivi di consolidamento e sviluppo, a qualificare il proprio personale, a sviluppare nuovi prodotti avanzati diventando un centro di eccellenza per la ricerca e lo sviluppo di prodotti per l'estrazione multidirezionale. Che oggi rischia di chiudere.
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