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Bonificata l’area dell’ex scarnatrice abbandonata

Andreas Quirici
Bonificata l’area dell’ex scarnatrice abbandonata

 Dopo l’inchiesta del Tirreno del 5 aprile e l’ordinanza del Comune di San Miniato, è stata finalmente pulita l’area della ex scarnatrice di via Gramsci a Ponte a Egola

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PONTE A EGOLA. Dopo l’inchiesta del Tirreno del 5 aprile e l’ordinanza del Comune di San Miniato, è stata finalmente pulita l’area della ex scarnatrice di via Gramsci a Ponte a Egola. L’aspetto lascia ancora molto a desiderare, ma gli elementi di maggior disturbo alle famiglie che abitano nella zona sono stati eliminati entro i quindici giorni di tempo concessi dall’amministrazione comunale ai proprietari dell’immobile e agli affittuari. Spariti i pezzi di eternit, coperti e sigillati i due tombini situati sul retro da cui emergeva melma scura. Così come i fusti blu con dentro materiali non identificati.

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Ma il grosso era rappresentato da una vasca, adiacente al capannone e accessibile da parte di chiunque passasse da via Gramsci. Questa vasca era evidentemente usata per lo scarico dei residui delle lavorazioni e, fino ad alcune settimane fa, conteneva liquido rossastro maleodorante e pezzi di materiale putrescente ai bordi. Tutto questo oggi non c’è più e le condizioni igieniche sembrano essere migliorate notevolmente. Secondo gli abitanti della zona servirebbe un intervento analogo a un capannone che si trova dall’altro lato della strada, esattamente davanti alla ex scarnatrice chiusa per fallimento dallo scorso dicembre.

La struttura che i residenti vorrebbero venisse sistemata è una ex conceria le cui porte sono sbarrate da tantissimo tempo. Ma che nessuno sembra intenzionato a recuperare. Il prossimo passaggio della lotta al degrado da parte del Comune, come spiegato dall’assessore all’ambiente, Manola Guazzini, dovrebbe essere la mappatura dei siti che un tempo ospitavano attività produttive e che sono in disuso da anni, con alcuni casi anche di incuria, degrado e pericolo per i passanti.

 

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