Attenzione
Protesta per la multa e rompe l’eliminacode Deve pagare 750 euro
CASCINA. Quel giorno, quando un cittadino decise di andare al comando della polizia municipale per contestare una multa, volarono parole grosse. L’automobilista era contrariato e prima di lasciare...
CASCINA. Quel giorno, quando un cittadino decise di andare al comando della polizia municipale per contestare una multa, volarono parole grosse. L’automobilista era contrariato e prima di lasciare gli uffici comunali di viale Comaschi l’uomo se la prese con l’apparecchio eliminacode posizionato di fronte all’ufficio anagrafe. La macchinetta, colpita dal cittadino arrabbiato, si ritrovò fuori uso.
La vicenda, che risale a qualche tempo fa, ha avuto un risvolto giudiziario. Il Comune di Cascina si è rivolto al giudice di pace per ottenere il risarcimento dei danni.
L’apparecchio eliminacode era andato ko e il Comune aveva dovuto correre ai ripari per garantire di nuovo il servizio.
A distanza di alcuni mesi le parti, Comune e cittadino, hanno trovato un accordo. La vicenda si chiude con una transazione. Sulla base dell’accordo trovato dai legali dell’automobilista e l’avvocato del Comune di Cascina il cittadino si è impegnato a pagare 750 euro per quel danneggiamento.
L’accordo ha avuto l’ok della giunta prima dell’udienza che era fissata per il 24 aprile scorso. La somma di settecentocinquanta euro comprende anche le spese per il procedimento e il cittadino potrà pagarla a rate da versare entro la fine di maggio.
Della lite avvenuta negli uffici della polizia municipale con un epilogo quasi all’ingresso del palazzo comunale che ha sede in via Comaschi non era stata data alcuna notizia. Risolti i momenti di tensione però l’amministrazione comunale non si è limitata a raccogliere i cocci della protesta e ha chiesto i danni al cittadino che si era lasciato prendere un po’ troppo dalla collera.
La giunta ha autorizzato Rosanna Giannini, responsabile dei servizi demografici (ieri per errore, su questa cronaca, l’abbiamo chiamata Rosalba, ce ne scusiamo), a firmare l’atto che ha permesso di chiudere la vicenda e che darà la possibilità al Comune di non rimettere dei soldi in conseguenza del danneggiamento subìto.
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