Il Tirreno

Pontedera

“Regali” per circa 60mila euro dal direttore ai dipendenti Asl

di Sabrina Chiellini
“Regali” per circa 60mila euro dal direttore ai dipendenti Asl

Scoppiano i malumori tra medici e infermieri. La Rsu aziendale accusa i vertici di non aver concertato in modo preventivo i premi. Poco chiari i criteri per valorizzare le prestazioni individuali o i progetti speciali

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PONTEDERA. A pochi mesi dalla riorganizzazione delle Asl e ora che il direttore generale dell’Asl 5 di Pisa, dottor Rocco Damone, sta per lasciare l’incarico, due delibere del dg hanno innescato malumori tra medici e infermieri. Tanto che la Rsu aziendale ha aperto una polemica con la direzione aziendale scrivendo al collegio dei sindaci revisori. E c’è chi sta valutando se presentare un esposto alla Corte dei Conti se l’azienda non dovesse rivedere le sue scelte.

L’oggetto del contendere è rappresentato dalla delibera 307 del 17 aprile scorso che riguarda il “Riconoscimento dei premi paziente per l’attività svolta nell’anno 2013 e 2014 personale del comparto e della dirigenza”. In sostanza la direzione aziendale, rifacendosi a quanto previsto dal contratto integrativo del 6 maggio 2009, ha utilizzato una quota pari al 2% del fondo della retribuzione di risultato per il riconoscimento dei premi individuali per particolari prestazioni segnalate alla direzione aziendale stessa. In sostanza su 2.200 dipendenti il direttore generale ne ha scelti circa 60 che sulla base anche dei risultati raggiunti e della stessa responsabile delle politiche del personale sono stati ritenuti meritevoli di un “regalo”. Si tratta di persone che si sono distinte non solo per le loro competenze ma anche per “peculiari prestazioni”.

La Rsu ha diffidato l’azienda dal pagare gli importi indicati e in una lettera, che è stata appesa nella bacheca dell’ospedale Lotti, spiega le ragioni della sua posizione: non c’è stata concertazione preventiva con sindacati e Rsu e non è stata, tra l’altro, fornita alcuna informazione in merito ai criteri utilizzati per la valorizzazione delle prestazioni individuali, né per gli eventuali progetti speciali. La Rsu ha chiesto un parere nel merito al collegio dei sindaci revisori entro il 4 maggio, data di esecutività della delibera. A parte tre casi in cui il premio ammonta a 5mila euro, gli altri medici hanno ricevuto “regali” più contenuti, si va da 189 euro a 250 euro, 500, 1.000. 2.000 per un importo finale di circa 60mila euro.

La prima cosa che è saltata all’occhio dei sindacati sono stati i “voti” allegati alla delibera, cioè le motivazioni per le quali la direzione ha inteso dare un riconoscimento economico, anche se modesto visto che si riferisce a due anni di lavoro. Valutazioni, secondo i sindacati, che non chiariscono i progetti e gli obiettivi che sono stati presi come riferimento per poi poter individuare il nucleo di persone che si sono messe in evidenza. Così da quando è stata pubblicata la delibera all’ospedale Felice Lotti, ma anche negli stessi ambienti dell’Asl, l’argomento è sempre lo stesso.

I “giudizi” dati ai medici sono stati letti, riletti e commentati. Succede così anche in altre realtà, ogni volta che vengono elargiti premi risultato o produzione. Ma alla fine quella valutazioni generiche, meno di dieci righe per ogni dipendente, non hanno convinto, visto che hanno prodotto una polemica pubblica. C’è poi stata l’attribuzione di un incarico di struttura complessa dell’area infermieristica e coordinamento ostetrico che i sindacati di categoria stanno passando sotto la lente di ingrandimento per capire se sono state rispettate le normative sui criteri di anzianità ed esperienza.

Lo scontro con l’azienda è solo alle fasi iniziali. C’è da capire quali effetti concreti avranno i “richiami” del sindacato ad una maggiore trasparenza oltre che al confronto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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