Sicurezza
Prete perseguitato dai ladri, sette furti da settembre
Ancora un blitz, in pieno giorno, nella canonica di Casciana Terme. Non è servito nemmeno un biglietto: “Qui non c’è più niente da rubare”
CASCIANA TERME. Con quello dell’altro giorno il numero dei furti nella canonica di Casciana Terme salgono a sette a partire dallo scorso settembre. Ma questa volta il parroco, don Angelo Falchi, stanco di essere preso di mira dai ladri, non ha protestato contro i malviventi dall’altare. E ha quasi tenuto riservata la notizia, scoraggiato anche dal fatto che nell’ultimo raid, quello del gennaio scorso, le telecamere installate a protezione della chiesa e della canonica avevano ripreso abbastanza bene uno dei ladri, che però non è stato mai rintracciato.
La mattina di venerdì 24 aprile i “topi” sono entrati di nuovo nella canonica passando dalla chiesa, sulla piazza principale della cittadina termale, in pieno giorno, in pieno centro abitato. Ma nessuno, sembra quasi impossibile, ha visto o notato qualcosa di sospetto. Basterebbe anche solo un particolare per mettere in moto le indagini. «Sono uscito di casa alle 12,25 con la mia auto - racconta don Angelo, non senza un certo imbarazzo - e quando sono rientrato pochi minuti dopo, alle 12,50, avevano già fatto tutto...». Gli autori del furto - ormai è quasi una certezza - hanno tenuto d’occhio il parroco e appena ha lasciato la canonica sono entrati in azione. «E pensare che avevo lasciato anche un biglietto per loro... - dice il sacerdote - Sì, dove hanno rubato i soldi le altre volte avevo lasciato un biglietto con un messaggio per i ladri: “Guardate che non c’è più niente”».
Eppure i malviventi si sono fatti furbi e hanno capito che don Angelo aveva cambiato le sue abitudini e aveva nascosto altrove i soldi. Per cui si sono messi alla ricerca, pur avendo pochi minuti a disposizione, e li hanno trovati. La cifra portata via ancora non è chiara, circa 300 euro o forse di più. Per entrare nella canonica sono passati dalla chiesa. Hanno sfondato la porta della sagrestia e poi della canonica. «Con questo furto siamo a quota sette dal 4 settembre scorso. Speriamo di avere raggiunto il numero perfetto e che non si facciano più vedere». Dopo le numerose “visite” dei malviventi don Falchi ha cambiato abitudini e non tiene grandi cifre in canonica. Eppure i ladri che ce l’hanno con lui sanno sempre troppo delle sue abitudini. Chissà se in alcune occasioni non gli abbiano pure chiesto un aiuto.
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