Il dolore
Crea un videogioco, lo finanzia Poste italiane
L’esperienza di Roberto Lombardo, pontederese d’adozione: ora metterà in piedi un’azienda per sviluppare app
PONTEDERA. Prima un semplice videogame sulla pesca manageriale per smartphone e tablet, sulla scia di Farmville su Facebook di alcuni anni fa. Poi una società innovativa da far sorgere in Valdera. E’ il progetto di Roberto Lombardo, origini palermitane, ma a Pontedera da otto anni e attuale sviluppatore di software per un’azienda di Livorno. Insieme al suo team, composto da altri tre tecnici che abitano in altre parti d’Italia, il trentasettenne è riuscito a farsi finanziare lo sviluppo dell’applicazione da Poste Italiane ed entro giugno conta di iniziare a venderlo sull’Apple Store e su quelle di Google.
«E se dovesse avere il successo di app simili – spiega lo stesso Lombardo – potremmo davvero avviare una realtà per lo sviluppo di prodotti simili a Pontedera». La storia riguarda uno dei metodi più utilizzati dai giovani innovativi per far partire i loro progetti, il crowdfunfing. Il portale in questione è Eppela.com, in cui esiste una sezione dedicata al “cofinanziamento” condotto da tre colossi: Fast Up di Fastweb, FutureLab di UnipolSai e, appunto, Crowd di PostePay. Proprio quest’ultimo offre l’opportunità di finanziare il 50% dei progetti se si raggiunge l’altra metà da parte degli utenti. Per Lombardo e il suo team è andata proprio così. «I duemila euro dei quattromila complessivi fissati come obiettivo da raggiungere, li abbiamo ottenuto in poco tempo – spiega ancora Lombardo – E a quel punto Poste ha investito la parte rimanente». Ora l’applicazione è in fase di prova, il cosiddetto “testing”, ed è in corso la correzione in base alla piattaforma Pc, in modo che possa essere proposto ai dirigenti di Cupertino e Mountain View, entrambi in California e sedi di Apple e di Google, per la messa online e l’inizio della vendita a un euro e 99 oppure gratis, ma con alcune funzioni da sbloccare tramite pagamento. Secondo le ricerche fatte dagli sviluppatori, i video game a pagamento che trattano di pesca ottengono tra i 500mila e il milione di download, cioè l’operazione che trasferisce l’applicazione dai negozi virtuali ai dispositivi mobili.
«Ma gli altri videogiochi, pur trattando di pesca, sono molto diversi dal nostro – afferma Lombardo – In quel caso si tratta sempre di prove da effettuare con la canna. Il nostro, invece, ha un approccio manageriale. In pratica, si viene assegnati di una piccola barca e di un porticciolo. E lo scopo è quello di far progredire l’imbarcazione e, di conseguenza il porto. Ed è chiaro che più si pesca, maggiori sono i finanziamenti che si ricevono e migliori sono le condizioni attraverso le quali far progredire l’attività. Proprio l’aspetto manageriale e innovativo del progetto hanno conquistato l’attenzione di Poste Italiane». Considerando quanti appassionati di tecnologie, soprattutto ludiche, e quanti amanti della pesca navighino in Internet ogni giorno, il successo dell’applicazione potrebbe arrivare davvero.
«E’ chiaro che quei numeri sarebbero un sogno – dice – Un milione di download sarebbe davvero eccezionale. Ma per la nostra prima esperienza di questo tipo, dopo aver sviluppato decine di software e applicazioni ci accontenteremmo anche di molto meno. L’importante sarebbe ottenere il capitale per creare qualcosa di nostro da far partire, in modo da lavorare in maniera specifica su questo genere di attività. E Pontedera sarebbe l’ideale, vista la presenza di realtà come Piaggio, il Polo Sant’Anna Valdera e la vicina Università di Pisa, oltre a tutto il tessuto industriale e produttivo presente in questo territorio».
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