Il Tirreno

Pontedera

celebrazioni

Alla fine San Miniato celebra il 25 aprile senza polemiche

Giacomo Pelfer
Un momento delle celebrazioni del 25 aprile a San Mn iato
◗
Un momento delle celebrazioni del 25 aprile a San Mn iato

L’assenza del sindaco Gabbanini (in ospedale) ha gettato acqua sul fuoco dopo il caso delle lapidi rimosse. Il comitato Ferruccio Parri ha disertato il discorso ufficiale

2 MINUTI DI LETTURA





SAN MINIATO. Alla fine ha prevalso il 25 aprile, senza mischiare la ricorrenza della Liberazione con le recenti polemiche intorno alle lapidi. Polemiche che sono rimaste sullo sfondo delle celebrazioni di sabato mattina. Il contrasto c’è, si percepisce, ma alla fine sfocia solo in una sorta di Aventino della memoria. Succede in piazza Duomo, a pochi metri dal luogo della strage, nel momento in cui il presidente del consiglio Simone Giglioli, dopo l’omaggio al monumento ai caduti col vicesindaco Chiara Rossi, si avvicina al microfono per leggere il saluto a distanza del sindaco Vittorio Gabbanini, bloccato in ospedale dopo l’operazione di venerdì mattina. È in quel momento che alcuni dei presenti decidono di alzare i tacchi, abbandonando la piazza in modo pacifico a silenzioso, come a disconoscere l’autorità del primo cittadino a intervenire sui temi e i valori della Liberazione. In tutto alcune decine di persone: molti appartenenti al neonato “Comitato Ferruccio Parri per la ricollocazione delle lapidi”, ma anche normali cittadini che evidentemente non hanno condiviso la linea del sindaco.

Il presidente Giglioli non si scompone e inizia a leggere, di fronte a un pubblico comunque nutrito. E sarà questo l’unico accenno alla vicenda delle lapidi nel 25 aprile sanminiatese. Le annunciate contestazioni alla fine non si sono viste. L’inattesa assenza del sindaco, del resto, ha giocato un ruolo non secondario, togliendo sul nascere ogni validità a una contestazione che alla fine avrebbe colpito solo il 25 aprile. Anche il sindaco Gabbanini, nel suo messaggio a distanza, ha evitato ogni accenno esplicito, rispondendo indirettamente, però, a chi lo ha accusato di voler cancellare la memoria della strage. «Molto si è parlato di memoria in questi giorni - ha letto Giglioli - e mi sono interrogato sul vero significato di questa parola. Coltivare la memoria significa trasferire il ricordo di un momento per trasmetterne l’insegnamento. E il mio impegno va in questa direzione».

Parole ripetute un’ora più tardi anche dal vicesindaco Rossi, nella seconda parte delle celebrazioni trasferite a San Miniato Basso, dove la tensione latente avvertita ai piedi della Rocca si è sciola fra bandiere e coccarde tricolori. Di scena, in piazza 25 Aprile, pensieri e poesie sulla Resistenza lette dai bambini delle scuole Dante Alighieri e Don Milani. Sono loro a chiudere le celebrazioni. Prossimo appuntamento, inedito per San Miniato, sarà quello del 24 luglio. «Quest’anno, per la prima volta - ha annunciato Giglioli - celebreremo anche la liberazione di San Miniato a 71 anni di distanza. Ricorrenza che per tanti motivi non era mai stata celebrata».

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Prato, il questore chiude una discoteca per 30 giorni dopo una lite (con ferito)

di Redazione Prato