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Fu rimossa, tornerà al suo posto: il trasferimento fu ritenuto punitivo

Il giudice del lavoro dà ragione a una dipendente del Comune

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VOLTERRA. Rita Moretti può tornare al suo posto. La dipendente del Comune che si era rivolta al giudice del lavoro del tribunale di Pisa ha vinto la sua battaglia, dopo essere stata trasferita dall’ufficio tecnico allo sportello unico per le attività produttive (Suap). Tra sessanta giorni arriveranno le motivazioni, ma da subito la sorella di Daniele Moretti, personaggio di spicco del Pd locale, attualmente all’opposizione rispetto alla giunta guidata dal sindaco Marco Buselli, potrà tornare nel suo vecchio ufficio come da dispositivo del giudice.

La diretta interessata non commenta la vicenda che fece, però, molto rumore all’interno di Palazzo dei Priori, sede del municipio.I fatti risalgono al febbraio 2013 e furono seguiti immediatamente da una lettera firmata da 15 colleghi di Moretti, tutti dipendenti comunali, in cui si denunciava l’anomalia del trasferimento, facendolo risalire a situazioni d’imbarazzo per Buselli e i suoi assessori. Nella lettera Rita Moretti veniva definita «scomoda», vittima di «un trasferimento punitivo» e di «una ritorsione» con tutti «i presupposti del mobbing».

La donna è componente della Rsu del comune e, nella lettera dei colleghi, il provvedimento a suo carico di oltre due anni fa venne collegato al caso di “benzinopoli”, scoppiato a Volterra per le incongruenze tra le spese risultanti dalle schede carburanti per i dipendenti comunali e i chilometri percorsi dalle auto di servizio. Una vicenda che portò anche ad alcune denuncia alla guardia di finanza.

«Nel corretto e puntuale espletamento del suo lavoro di ufficio ordinario ha rilevato irregolarità sui prelievi di carburante per le auto dell’amministrazione», scrivevano i dipendenti comunali, tutti dell’ufficio tecnico nel quale lavorava Rita Moretti e dove tornerà dopo la sentenza del giudice del lavoro.Non solo la dipendente comunale tornerà nell’ufficio tecnico, ma tornerà in possesso delle mansioni originarie, di cui si è occupata fino al febbraio 2013, prima di essere trasferita alle attività produttive.

Un provvedimento illegittimo, come ha dichiarato il tribunale di Pisa, sul quale la diretta interessata ha preferito non rilasciare dichiarazioni, evitando così, evidentemente, di alimentare polemiche nei confronti dell’amministrazione comunale. Ma è chiaro che la decisione del giudice non potrà non avere ulteriori strascichi nelle stanze della politica e del comune di Volterra, visto anche i toni aspri che spesso usano le parti in causa. (a.q.)

 

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