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Mezza Europa si sfida sui campi della Bellaria

Tommaso Silvi
Mezza Europa si sfida sui campi della Bellaria

I ragazzi del “Fermi” di Pontedera insieme ai coetanei tedeschi e olandesi per “Eurolympics”

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PONTEDERA. Sono più di cento, parlano lingue diverse e per tre giorni si sfideranno a colpi di “sport popolari”. Protagonisti i ragazzi delle classi seconde dell’istituto pontederese Fermi, insieme ad altri studenti provenienti da Germania e Olanda. Fanno parte del grande progetto della Comunità europea ribattezzato “Comenius”, all’interno del quale si snodano altre iniziative, tra cui quella che ieri mattina ha preso corpo sul rettangolo verde del campo di calcio della Bellaria.

“Eurolympics” mira a unire culture e tradizioni europee differenti tra loro attraverso lo sport. I ragazzi ospitanti insegnano alcune discipline sportive tradizionali del territorio ai coetanei stranieri: una volta imparate le regole, si comincia a giocare. Nella città della Vespa si sta svolgendo in questi giorni l’ultimo atto di “Eurolympics”. Gli studenti del Fermi, infatti, sono stati ospitati in precedenza in Olanda, a Leewarden e in Germania, prima a Bochum e successivamente a Winnenden. Un percorso basato sullo scambio culturale iniziato nel marzo 2014.

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«Durante i giochi mischiamo sempre i ragazzi, in modo che ogni squadra sia un mix di nazionalità. Durante la gara quindi sono costretti a usare la lingua inglese come mezzo di comunicazione trasversale e inoltre sono stimolati nell’apprendimento del concetto di Europa. Come se fossero tutti abitanti della stessa grande città: la Comunità europea», spiega il professore Mario Bernardini, insegnante di educazione fisica e referente del progetto per quanto riguarda l’istituto Fermi insieme alla professoressa di lingua inglese Cristina Matteoni. A favorire la conoscenza tra gli studenti, prima ancora che avvenga l’incontro, ci pensa Etwinning, una piattaforma internet attraverso la quale è possibile scambiarsi messaggi e conoscersi. Un approccio virtuale prima della convivenza.

«Con Etwinning i ragazzi si possono contattare, come in una chat. Nonostante si siano visti per brevi periodi e soltanto 4 volte nel giro di un anno, la piattaforma ha permesso loro di rimanere costantemente in contatto», racconta ancora Bernardini. I giochi di “Eurolympics” termineranno domani con una festa per celebrare la fine del progetto.

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