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Poste, ancora incertezze per i clienti raggirati

Poste, ancora incertezze per i clienti raggirati

Il sindaco di Montopoli e il presidente del comitato “Truffati e indignati” proseguono le trattative per il recupero dei soldi spariti. Ma la strada è lunga

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MONTOPOLI VALDARNO. Anche se le Poste hanno rimborsato i primi due pensionati raggirati dalla direttrice dell’ufficio postale di Montopoli Valdarno tra le famiglie dei clienti truffati c’è una grande preoccupazione rispetto ai tempi in cui Poste risarcirà tutti i clienti. Nell’attesa che l’ex direttrice Orietta Bartoli, 55 anni, di Capanne, subito allontanata dal lavoro, venga processata, i clienti chiedono garanzie sui tempi in cui Poste Italiane procederanno ai risarcimenti delle varie posizioni, visto che l’ammanco accertato supera gli 800mila euro.

Il sindaco di Montopoli, Giovanni Capecchi, e il presidente del comitato "Truffati e indignati", Paolo Tinghi, hanno intenzione di continuare a seguire la vicenda anche perché ritengono che ci siano ancora molto da fare e che le garanzie date finora da Poste Italiane siano alquanto vaghe.

«Per prima cosa vogliamo ringraziare i carabinieri per il lavoro che hanno svolto, è vero che in questi giorni due clienti truffati sono stati rimborsati ma non ci sono garanzie per tutti gli altri. Non siamo per niente soddisfatti di come stanno andando le cose», dice Paolo Tinghi. Il presidente del comitato conosce bene la storia. È stata sua moglie la prima a rendersi conto della truffa quando è andata a controllare gli interessi pagati sul libretto della nonna. Invece di andare a Montopoli la donna si era rivolta a Castelfranco di Sotto e il direttore di quest’ultimo ufficio le aveva fatto notare le prime anomalie. Tutti si fidavano della direttrice postale, per cui all’inizio non è stato facile convincere i vecchietti che l’impiegata li aveva raggirati. «Poste ha chiuso i casi più facili - dice ancora Tinghi - ma dove ci sono le firme false, e purtroppo sono tante, la strada è più lunga». Su queste situazioni mancano garanzie adeguate da parte di Poste. E al tempo stesso i cittadini temono di non poter fare affidamento neppure sui tempi della giustizia: la truffa è stata scoperta lo scorso settembre. Lo stesso sindaco, sollecitato dai cittadini a interessarsi della vicenda, ha avuto più contatti con Poste, a cominciare dalla direttrice di Pisa per finire alle responsabile delle comunicazioni con gli enti locali. Le rassicurazioni verbali non sono mancate ma l’azienda non ha mai chiarito come intende procedere per i risarcimenti e in quali tempi. «Ho da poco ricevuto una lettera - spiega il sindaco - che lascia aperti tutti i dubbi di sempre. Invece noi ci aspettiamo chiarimenti su ogni singolo caso e indicazioni chiare sui tempi con cui i cittadini riavranno i loro soldi. Dobbiamo ricordare che si tratta di pensionati, categorie più deboli». Si parla dei risparmi di una vita che alcuni dei truffati avevano messo da parte per una vecchiaia tranquilla.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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