Attenzione
La fuga dei turisti dall’area per camper
Il parchimetro accetta solo monete da uno o due euro Ancora tanti i disagi nel parcheggio sterrato di Docciola
VOLTERRA. «Sono arrivato alle otto. Voglio pagare, ma sono andato in centro a cercare le monete». Dà nell’occhio il bigliettino scritto a mano da Raffaele Beretta di Monza. È in bella vista sul cruscotto del suo camper in sosta nell’area ad hoc di Docciola e subito mette in evidenza un disagio - uno dei tanti segnalati - che quotidianamente penalizza questi turisti itineranti che scelgono Volterra come meta: il parchimetro accetta solo monete da uno o due euro e non dá il resto.
«Si tratta di un parcheggio assai caro per quel che offre, per di più non è frazionabile per una sosta di poche ore e per pagare bisogna essere in possesso di monete da uno o due euro, altrimenti devi andare a scambiare soldi e da qui che è una zona isolata non è facile. C'è una scalinata ripidissima, di decine e decine di gradini, per arrivare al centro», spara senza filtri il camperista in visita sul Colle con moglie e figli.
La vecchia storia si ripete. Ormai da anni. Nonostante i buoni propositi, l’area ogni anno semina critiche e penalizza la città, in questo periodo più che mai. Non andava giù la vecchia tariffa di otto euro al giorno non frazionabili, figurarsi la nuova, rincarata di 2 euro dalle 8 alle 20.
Il tutto per un'area sterrata, fangosa d’inverno e polverosa d’estate, non recintata né videosorvegliata. «Ero stato a Volterra da piccolo e desideravo per questo rivederla, ma la mia sarà ormai una sosta breve».
Questo discorso purtroppo vale anche per altri che preferiscono andare via prima della notte criticando anche il degrado della zona. Ed è questa parola, “degrado”, che accomuna i vari camperisti avvicinati nella zona di sosta di Docciola.
La città è bella. Ma l’organizzazione che gira intorno al turismo dei camper è tutta da rivedere per gli esperti viaggiatori del settore. È subito chiaro, ad esempio, che sul quel fondo sterrato del piazzale non ci sono segni che delimitino in maniera precisa la suddivisione della superficie di cui dovrebbe usufruire ciascun mezzo. Anche perché il parcheggio é ibrido: le auto possono parcheggiarci gratuitamente.
"Degradation". Cosi esordisce mister Aveherwijnen, olandese. Nel paese dei mulini a vento, dove l’attenzione verso il turismo en plain air è massima, l’area a pagamento volterrana appare inconcepibile. »Questa area a pagamento é incredibile – prosegue in un misto di italiano e inglese –. Il prezzo è piuttosto caro. Il terreno non pari crea problemi, quindi mi fermerò solo qualche ora per visitare la città e cercare un'altra zona di sosta più confortevole».
«Mi sono fermato in questa zona per una tappa intermedia per usufruire dello scarico – dice la sua Fabio Sebastiani di Como –, ma manca la possibilità di frazionare la spesa: questo é un grosso handicap».
E così è anche per la famiglia di Luciano Morelli e Stefania Milan di Fossano. «Volterra è bella – dicono i due camperisti –, abbiamo mangiato bene, ma ora andiamo via. In altri posti della Toscana, come Saturnia o Rapolano Terme, per due o tre euro in più si può usufruire di docce, bagni e luce. Qui non c’è niente».
Dai camperisti piovono spunti da cogliere se si vuole fare un salto di qualità in una città a vocazione turistica che su questo settore basa la propria economia.
«A Saturnia addirittura c'è una navetta gratuita che porta alle terme. Qualcuno ci considera turisti di serie B, ma chi lo fa sbaglia perché il nostro è un turismo culturale molto legato anche all’aspetto enogastronomico, e quindi di assoluta qualità».
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