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Casa di accoglienza in fiamme Il motivo resta un mistero
MONTOPOLI. Vanno avanti le indagini dei carabinieri per cercare di dare un nome agli autori e soprattutto di capire le motivazioni che ci sono dietro l’atto incendiario avvenuto, nella tarda serata...
MONTOPOLI. Vanno avanti le indagini dei carabinieri per cercare di dare un nome agli autori e soprattutto di capire le motivazioni che ci sono dietro l’atto incendiario avvenuto, nella tarda serata del 17, in un appartamento che è destinato all’accoglienza dei profughi. In pochi, a cominciare dal sindaco di Montopoli Valdarno, Giovanni Capecchi, sono propensi a credere che l’incendio sia stato appiccato in segno di protesta contro i progetti di accoglienza dei migranti.
«La cooperativa che ha ingestione l’appartamento segue altri progetti e lavora con noi ormai da anni nel settore dell’accoglienza - dice il primo cittadino - e non abbiamo avuto alcun problema. E non ci sono stati segnali di un disagio o di malesseri da parte della nostra comunità. La stessa cooperativa segue altri venti migranti che hanno trovato ospitalità nel convento dei frati di San Romano e anche in questo caso si tratta di un esperienza avviata da tempo e con risultati che sono positivi».Di fronte a queste rassicurazioni resta il fatto che la porta dell’appartamento è stata trovata forzata.
I somali che erano stati destinati a Capanne, nel comune di Montopoli e che dovevano trovare accoglienza in quell’appartamento, se n’erano andati nel pomeriggio anche se erano arrivati in provincia di Pisa un giorno prima. Potrebbe essere stata una dimenticanza o una distrazione la causa del piccolo incendio che poi ha interessato l’alloggio dove sono intervenuti i vigili del fuoco.
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