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Lapidi rimosse, anche l’Anpi critica la scelta del sindaco di San Miniato

Giacomo Pelfer
Lapidi rimosse, anche l’Anpi critica la scelta del sindaco di San Miniato

L’associazione dei partigiani scrive al prefetto, ai carabinieri e al presidente del consiglio comunale. "Gesto paragonabile a un atto di vandalismo"

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SAN MINIATO. Anche l’Anpi si schiera contro la rimozione delle lapidi dalla facciata del municipio di San Miniato. Una scelta paragonata a un "atto di vandalismo", considerata un’azione che «viola la memoria». È quanto scrive la segreteria della sezione Anpi di Montopoli e San Miniato, attraverso una lettera inviata ieri mattina all’attenzione del prefetto di Pisa, del comandante dei carabinieri di San Miniato e del presidente del consiglio comunale Simone Giglioli.

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Una lettera che annuncia anche il coinvolgimento della segreteria nazionale, con tanto di interrogazioni parlamentari in arrivo. "La nostra sezione - si legge nella lettera - ha preso atto con rammarico e incredulità della rimozione delle lapidi. Non è nostro compito ritornare sulle cause di quel fatto; sappiamo che ci sono stati studi che sono arrivati a conclusioni anche discordanti. Vogliamo qui ricordare che in quella guerra maledetta furono 95mila le vittime tra i civili e non sempre si è riusciti a stabilire con esattezza le responsabilità dei massacri. Per quei morti, per quelle tragedie familiari e umane, ci è rimasta la pietà e la memoria. La pietà, per indole umana, pian piano si attenua fino a diventare nostalgia, nel ricordo di chi non c’è più. La memoria invece no. La memoria è e deve essere collettiva". Una memoria da coltivare al di là delle divisioni: "Perché la memoria su determinati fatti non sempre è condivisa - si legge ancora - È la storia che, col tempo, quando le passioni si saranno attenuate, darà un giudizio più obiettivo. Il nostro dovere per il momento è quello di ricordare che questi fatti non devono più accadere». Da qui la condanna contro l’iniziativa del sindaco Vittorio Gabbanini. «Noi come Anpi riteniamo che queste due lapidi, anche se contestate, siano importanti. In un momento in cui in Europa si stanno sviluppando movimenti che negano perfino l’Olocausto, dobbiamo agire per arginare questo ritorno a un passato che ha portato tanti lutti. Per questo riteniamo la rimozione allo stregua di un atto di vandalismo. Non possiamo pensare che amministrazioni liberamente elette dai cittadini una volta posino le lapidi e dopo le tolgano. Questo è, e rimane, un atto di memoria violata".

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L’associazione partigiani pone quindi alcune domande al sindaco. "Chi ha pagato, e con quali soldi è stata pagata, la rimozione? Con quale atto o delibera amministrativa - si chiede - è passata in consiglio comunale una decisione tanto scellerata? Da parte nostra, quello che possiamo fare è avvisare il comitato provinciale e di conseguenza il comitato nazionale dell’Anpi; ci saranno naturalmente anche delle interrogazioni in parlamento. Nel nostro piccolo prenderemo sul territorio tutte le iniziative che il caso richiede".

 

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