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Pontedera

Volterra traina la platea dei Comuni Dimenticati

Volterra traina la platea dei Comuni Dimenticati

La città etrusca ha ospitato gli Stati Generali dell’associazione. Il grido d’allarme: «Non sappiamo più come garantire il diritto alla salute della nostra popolazione»

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VOLTERRA. È stata Volterra ad ospitare gli Stati Generali dell'associazione dei Comuni Dimenticati, che riunisce 23 sindaci da nord a sud dell'Italia, uniti per difendere la sanità dei territori montani e delle aree disagiate. Il primo cittadino di Volterra Marco Buselli ha accolto i colleghi di Portoferraio, Alatri, Niscemi, Villa S. Antonio di Oristano, Civitavecchia, Acquapendente, Montecopiolo, Amatrice, ma anche i primi cittadini dei territori vicini, come Alberto Ferrini da Castelnuovo Valdicecina e Nicola Verruzzi di Montieri.

Alla presenza anche dei rappresentati dei Comitati toscani del Crest, gli amministratori presenti hanno evidenziato le difficoltà nei loro territori disagiati, dove è necessario mantenere presidi ospedalieri e garantire il servizio di emergenza-urgenza. Richieste che sono divenute una proposta di legge presentata all'onorevole Massimo Artini, deputato della Camera confluito nel Gruppo Misto. I Comuni Dimenticati chiedono che i presidi ospedalieri di riferimento per comuni montani e aree disagiate, che nel raggio di 30 chilometri non hanno altri nosocomi, siano mantenuti e che ne sia valorizzata la funzione “di frontiera”, per essere un rifermento reale per i bisogni della salute dei cittadini. All'articolo 2 della proposta di legge a modifica del decreto legislativo sulla sanità, si chiede poi di potenziare il pronto soccorso ed il sistema di emergenza-urgenza per queste aree, per garantire tempi adeguati di soccorso.Questo per rispondere ai problemi comuni, come ha ricordato il sindaco Buselli, citando la vicenda della pediatra a Volterra, o le difficoltà presenti quando l'elisoccorso non può volare per il maltempo dall'isola d'Elba separata dal mare, o quando un'ambulanza rimane impantanata nella neve.

«Siamo sindaci contro come è nel titolo di questa iniziativa – ha detto Buselli – ma anche sindaci per il diritto alla salute delle nostre zone e ci sono altri Comuni che vogliono entrare a far parte dell'associazione, perché dimenticati dalla politica». «Siamo comuni dove i diritti dei nostri cittadini sono affievoliti  – ha affermato Roberto Marini, vicesindaco di Portoferraio –, siamo meno uguali degli altri; invece anche nei nostri territori dobbiamo garantire la salute non solo degli abitanti, ma anche dei turisti e siamo in grande difficoltà».

I sindaci hanno evidenziato il problema legato al modello delle aree metropolitane, dove si concentrano tutti i servizi, in contrapposizione con le aree periferiche. Hanno ricordato come in Italia vi siano 5.886 Comuni sotto i 5mila abitanti che rappresentano appena l'11,8 per cento di una spesa complessiva di 60 miliardi, pur gestendo l'84% dei territori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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