Sicurezza
La difesa: ricorso in appello
Nessun commento da parte del maestro Moretto dopo la sentenza che lo ha condannato per i fatti avvenuti nella scuola di Staffoli e in quella di Pontedera. Strada facendo, cioè di udienza in udienza,...
Nessun commento da parte del maestro Moretto dopo la sentenza che lo ha condannato per i fatti avvenuti nella scuola di Staffoli e in quella di Pontedera.
Strada facendo, cioè di udienza in udienza, l’insegnante si era dimostrato sempre più convinto di riuscire a provare la sua estraneità ai fatti. E del resto quando è stato sentito dal giudice Moretto ha negato di avere strattonato o picchiato i bambini, di averli chiamati “cretini”. Ha sempre parlato, questa la tesi della difesa che ha annunciato il ricorso in appello, di metodi di contenimento. Insomma, schiaffetti e richiami usati solo per richiamare le attenzioni degli alunni più vivaci. L’unica cosa che ha ammesso è quello di averli tenuti per i polsi. E la difesa ha tracciato il ritratto di un “maestro ora burbero, ora benevolo”. Moretto pensava insomma di essere riuscito a escludere che i suoi comportamenti in classi potessero essere considerati veri e propri maltrattamenti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google