Il dolore
Sospetti e veleni dietro i tweet polemici di Monica
Guerritore se la prende con il trattamento riservatole a Cascina, ma la lite è datata e viene amplificata alla vigilia di un incontro importante per il futuro del teatro
CASCINA. Non c’è pace per “La Città del Teatro” di Cascina. È diventata in poche ore di pubblico dominio a livello nazionale la polemica affidata ai cinguettii di Twitter da parte di Monica Guerritore, una delle più stimate e brave attrici del circuito teatrale italiano.
“Stiamo aspettando le scuse dalla direzione artistica del teatro sull'accoglienza irrispettosa e verso di me volgare”. Questo il primo tweet che Guerritore ha indirizzato al sindaco di Cascina Alessio Antonelli. L'attrice fu ospite, con lo spettacolo “Qualcosa rimane”, il 26 marzo de “La Città del Teatro”. E deve aver subìto un trattamento non piacevole, in particolare da parte di una stretta collaboratrice della direttrice artistica Donatella Diamanti. Al punto che su Twitter, dopo un breve scambio di messaggi, l'attrice chiarisce: “Con voi ho chiuso”.
Un episodio che si aggiunge ad una situazione non facile, con la quale da tempo il teatro cascinese sta facendo i conti. Un episodio che ha risvegliato, da subito, anche i sindacati, da tempo molto critici rispetto al progetto di riorganizzazione del personale e delle risorse deciso dal consiglio d’amministrazione. Rispetto alla vicenda della Guerritore gli stessi sindacati sottolineano: «Non crediamo si tratti di una coincidenza».
Si dice invece stupito il pressidente del Cda Michelangelo Betti: «La valutazione espressa da Monica Guerritore risale a fine marzo, in quelle ore fu affrontata e presentammo anche le nostre scuse all'attrice. Sono tanti gli eventi che si verificano nell'arco di una stagione teatrale, nel nostro caso quasi sempre positivi. Capita molto di rado di dover affrontare la disapprovazione di chi ospitiamo, ma, anche in quei casi, cerchiamo sempre di confrontarci con misura e ragionevolezza. In questo caso specifico si è peraltro trattato di una discussione a distanza, svoltasi nei giorni successivi allo spettacolo».
«L’episodio – aggiunge Betti – arriva al centro dell’attenzione proprio alla vigilia di un incontro importante. Lo scorso 2 aprile abbiamo incontrato lavoratori e sindacati per cercare di arrivare alla conclusione del confronto sulla revisione della spesa, necessaria per la prosecuzione dell’attività della Fondazione. In quella sede abbiamo proposto un piano alternativo di revisione della spesa e per oltre due settimane abbiamo atteso una risposta dei sindacati. Solo due giorni fa è stato fissato un nuovo appuntamento, calendarizzato per la prossima settimana. A pochi giorni si solleva una discussione sulla gestione di uno delle decine di spettacoli che abbiamo in cartellone. Ritengo prioritario dare stabilità ai conti della Fondazione e, personalmente, non mi farò distrarre da questo obiettivo».
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