Sicurezza
Dilvo Lotti rivive grazie anche all’Expo
Per l’occasione sono pronte delle stampe, a tiratura limitata, con quattro opere del celebre pittore
SAN MINIATO. «Una persona di grandi valori, che ha speso la sua vita e la sua arte per la bellezza del territorio. Ma soprattutto un sanminiatese doc, profondamente innamorato della sua città».
È con queste parole che il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini ha voluto ricordare il celebre pittore Dilvo Lotti, morto sei anni fa all'età di 95 anni. La scelta è quella di rendere omaggio all'artista in occasione del prossimo Expo di Milano dove, dal 28 settembre al 4 ottobre, il Comune sarà presente con un proprio stand insieme alla Carismi e al Consorzio Conciatori di Ponte a Egola. Sarà una settimana in cui, oltre a far mostra della tradizione conciaria e delle eccellenze culinarie, la città avrà l'onore di esaltare il patrimonio artistico che Dilvo Lotti ha saputo donarle. Ai visitatori, infatti, verranno distribuite alcune stampe, a tiratura limitata, che riportano quattro opere del pittore: l'incisione su carta “San Miniato al Tedesco”, la litografia a colori su cartone “San Miniato-Polignano a mare”, la litografia a colori su carta “Il campo stregato” e l'autoritratto con acquerello e tempera a colori su carta.
«Rendere omaggio a Dilvo Lotti all'Expo è doveroso – ha aggiunto Gabbanini –. Le sue numerose opere sono il biglietto da visita di San Miniato nel mondo».
L'inserto omaggio è stato presentato ieri mattina in una gremita sala del consiglio comunale, alla presenza del critico d'arte Marco Moretti, del collezionista Pier Giuseppe Leo e della moglie di Lotti, Giuseppina. Durante l'incontro si sono succedute le testimonianze di quanti lo abbiano potuto apprezzare. In San Miniato molte cose lo ricordano: dalle chiese che racchiudono le sue rappresentazioni di arte sacra, alla ricorrenza delle manifestazioni più prestigiose, prima fra tutte il Dramma Popolare di cui fu fondatore (ma anche la festa degli aquiloni, il palio di San Rocco, il carnevale dei bambini, i fuochi di San Giovanni). «Spero che adesso si proceda all'attuazione di un'esauriente analisi della produzione pittorica del Lotti, perché la letteratura non è sufficiente ad inquadrare in maniera degna il personaggio – afferma Pier Giuseppe Leo –. La comunità gli deve molto: basti pensare che al momento della ricostruzione, nell'immediato dopoguerra, se non vi era Dilvo a tamponare le speculazioni di tanti, il profilo storico-urbanistico di San Miniato sarebbe stato violentato».
Serena Di Paola
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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