Sicurezza
All’Iti trovano lavoro 7 studenti su dieci
A scuola due giorni dedicati alla scienza e alla tecnica: stamani arriva la parlamentare Pd Carrozza
PONTEDERA. La scuola che trova un lavoro al 70% dei suoi diplomati apre le porte nel consueto Happy Hour della tecnica e della scienza, con conferenze, visite ai laboratori, dimostrazioni robotiche e incontri tra vecchi e nuovi studenti. È l'Iti Marconi di Pontedera, dove stamani è attesa la parlamentare del Pd Maria Chiara Carrozza, ma anche la scienziata Alessandra Fierabracci, oltre a numerosi altri relatori che interverranno su svariati temi: dalle donne e la scienza, alla realtà aumentata, passando per la meccatronica e i sistemi di orientamento. Due giornate, di cui la prima si è celebrata ieri, inaugurate dalla visita dell'assessore comunale alla cultura e alle politiche giovanili, Liviana Canovai per un appuntamento divenuto ormai una tradizione nel panorama scolastico pontederese.«A noi tocca il ruolo di sostegno alla scuola della nostra città - ha detto - ma devo ammettere che il livello raggiunto dai singoli istituti è davvero notevole. In questo contesto, l'Iti Marconi rappresenta senza dubbio un esempio di come si possono coniugare insegnamento tradizionale a iniziative innovative che consentono ai ragazzi di acquisire notizioni decisive nella loro vita».
E infatti, un aspetto caratteristico di chi consegue il diploma in questo istituto è quella di essere molto appetibili per il mondo del lavoro. «Su cento studenti che in media conseguono il diploma da noi - spiega il preside Pierluigi Robino - solo il 30% prosegue gli studi. Il resto comincia subito a lavorare. Ovviamente non sempre con contratti a tempo indeterminato, ma sempre con percorsi che sbocciano in larga parte in lavori duraturi».
E c'è anche chi rifiuta offerte durante il quinto anno. Come Marco Barsotti, che dal 2010 ha intrapreso la carriera universitaria alla facoltà di informatica e che sta per concludere il ciclo triennale. «All'ultimo anno ho ricevuto tre offerte da aziende della zona - racconta il giovane studente dell’istituto tecnico industriale - Si trattava però di contratti a tempo determinato, ma soprattutto a tempo pieno. Una situazione che non si sposava con gli studi che volevo comunque intraprendere. Molti miei amici hanno, invece, accettato le offerte che poi si sono trasformate o in assunzioni definitive o in contratti che si rinnovano di anno in anno».
Ma, come spiega il professor Giuseppe De Benedettis, un problema che lamentano le aziende è quello di non trovare sul territorio giovani preparati al mondo del lavoro, anche se qualcosa sta cambiando: «Da due anni stiamo vedendo imprese della zona che cercano di guardare lontano e di prepararsi alla rispresa. Molti dei nostri ragazzi restano a lavorare anche dopo l'alternanza scuola-lavoro che svolgono all'ultimo anno.
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