Il Tirreno

Pontedera

«Le tante ingiustizie della nostra elementare»

Perignano: la lista “Per una svolta in Comune” chiede attenzione per i veri problemi della scuola

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CASCIANA TERME LARI. La stessa attenzione riservata nei giorni scorsi alla vicenda della “benedizione vietata” alla scuola di Perignano dovrà ora essere riservata al mancato riconoscimento del tempo pieno ad una classe dell’elementare del paese. Lo sostiene la lista di alternativa “Per una svolta in Comune”.

«A proposito della querelle della benedizione – affermano dall’opposizione – ricordiamo che sono state emanati nuove direttive ministeriali e un regolamento interno, approvato dal consiglio d'istituto, che vietano l'ingresso a tutti gli estranei al personale scolastico se non dopo una formale richiesta di accedere ai locali. Purtroppo, è evidente che se non sono richieste le dovute autorizzazioni per accedere ai locali della scuola, non si può entrare. E questo vale anche per i preti: la scuola è laica e nella scuola ci sono organismi democraticamente eletti che non possono essere ignorati.Quello che ora ci auguriamo è che ci sia lo stesso clamore per il mancato riconoscimento del tempo pieno ad una sola classe di bambini della seconda elementare della scuola Salvo D'Acquisto, pur avendo, lo stesso plesso, l'assegnazione del tempo pieno ministeriale; questi bambini di 7 anni hanno avuto per tutto questo anno scolastico circa 7 maestre al giorno. Auspichiamo che ci sia pari indignazione perché i nostri bambini dei plessi di Perignano non riescono a pranzare alla mensa prima delle 14, 14,30».

La lista “Per una svolta in Comune” vorrebbe ci fosse lo stesso scalpore per la perdita degli spazi nella scuola Salvo D'Acquisto, «che per accogliere un numero maggiore di iscritti chiude aule che invece erano destinate ai laboratori di informatica, di musica o altro, laboratori che attualmente sono negati alla scuola, peggiorando così l'offerta formativa, prevista in particolare per una scuola a tempo pieno. Perché la cittadinanza non si mobilita quando, pur pagando un costo pasto elevato, i propri figli tutti i giorni tornano a casa affamati perché il cibo della mensa scolastica non è buono?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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