Il Tirreno

Pontedera

Dieci posti per i profughi tra i comuni del Valdarno

di Giacomo Pelfer
Dieci posti per i profughi tra i comuni del Valdarno

È la disponibilità manifestata dai sindaci al prefetto di Pisa Attilio Visconti I migranti ospitati in appartamenti. Sempre in piedi il contratto con l’ex hotel

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SANTA CROCE SULL’ARNO. La disponibilità del comprensorio ammonta per adesso ad una decina di posti, da dividere in alcuni appartamenti sparsi nella zona. È l’offerta che i Comuni del Valdarno hanno presentato per il momento al prefetto Attilio Visconti, consapevoli della necessità che ciascuno faccia la propria parte, fin da subito, per far fronte alla nuova ondata di profughi in arrivo sulle nostre coste. Il tutto, però, mentre lo spauracchio dell’ex hotel Cristallo di Santa Croce continua a restare sullo sfondo, nell’incertezza sulle sorti di un contratto che sembrava destinato ad essere stracciato e che invece, almeno formalmente, continua a restare valido.

«Ad oggi – assicura il sindaco Giulia Deidda – non ho ricevuto nessuna nuova comunicazione». La partita, insomma, sembra ancora aperta, o comunque non del tutto chiusa, anche se il caso pare aver ristabilito almeno un metodo di lavoro per affrontare l’emergenza. Mercoledì si è riunita, infatti, la cosiddetta “cabina di regia” voluta dal prefetto: un tavolo di lavoro che riunisce tecnici e amministratori delle Unioni comunali e dei Comuni più rappresentativi della provincia. Presenti per il Valdarno i sindaci Giulia Deidda e Vittorio Gabbanini, insieme a Giuseppina Romeo della Società della Salute. «Gli ultimi numeri dell’emergenza – spiega Deidda – parlano di alcune centinaia di persone in arrivo in Toscana nei prossimi giorni: al momento se ne prevedono più di 400, da dividere poi nelle singole province».

In territorio pisano, ad oggi, si contano in tutto 180 profughi ospitati. Le ultime notizie in arrivo dalle coste siciliane, però, impongono ai territori di fare di più, come dimostra anche il via libera, dato ai prefetti, a requisire gli immobili qualora i Comuni fossero “poco collaborativi”. «Era indispensabile dare la nostra disponibilità – afferma il sindaco Deidda – anche se ovviamente nelle forme e nei modi che abbiamo sempre auspicato: attraverso un collegamento con le amministrazioni locali e il supporto di associazioni e cooperative del territorio». Sotto la regia della Società della Salute, quindi, i quattro Comuni del comprensorio stanno mettendo a disposizione alcuni appartamenti, al momento per un’offerta di circa 10 posti complessivi.

 

«Un primo gruppo – annuncia Deidda – dovrebbe arrivare già nei prossimi giorni. Siamo al lavoro per avere dai privati la disponibilità di alcune strutture. Ovviamente stiamo cercando di restare entro numeri contenuti, seguendo un modello di accoglienza che in questa zona ha dato ottimi risultati. Al tavolo con il prefetto, però, ci siamo anche impegnati come sindaci a sensibilizzare quei colleghi della provincia che ancora non ospitano profughi sul proprio territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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