Il Tirreno

Pontedera

lusso

Le borse di Cascine conquistano Seoul

di Andreas Quirici
Amerigo Buti in mezzo agli imprenditori sudcoreani
◗
Amerigo Buti in mezzo agli imprenditori sudcoreani

La Buti pelletteria si accorda con un distributore della Corea del Sud per una super commessa

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Arriva da Cascine di Buti una storia di Made in Italy di grande successo. E' quella della Buti pelletteria che ha streto un accordo con un distributore della Corea del Sud per una commessa importante nel Paese asiatico. In realtà, l'azienda in cui lavorano 17 persone e che produce 10mila borse da donna all'anno, con prezzi che variano da 400 a 1.200 euro, vende già nel Far East. Solo che questo accordo permette di consolidarne la quota attuale (tra 2mila e 2.500 borse all'anno) con la possibilità di aumentare questi numeri. Il tutto in uno dei Paesi emergenti con più fame di qualità e lusso.

Dai cestini al lusso. A raccontare la vicenda è Amerigo Buti, figlio del fondatore dell'azienza che nel 1958 ha iniziato a produrre cestini intrecciando filamenti di castagno. "Mio padre effettuava anche le rifiniture in pelle degli stessi cestini - racconta Amerigo - Ma poi cominciarono ad arrivare cestini prodotti al sud Italia a costi notevolmente inferiori ai nostri, facendo virare l'azienda sulla produzione di borse in pelle. E la materia prima arrivava ovviamente dalle concerie di Santa Croce sull'Arno". Da lì è cominciata l'avventura giunta a un punto di svolta poco prima dell'inizio della crisi mondiale. "Creavamo borse per negozi prevalentemente americani che ci commissionavano forniture ad hoc - dice ancora l'imprenditore - Poi, però, la svalutazione del dollaro ci ha spinti fuori mercato, obbligandoci a reinventarci. Così, malgrado l'inizio del disastro finanziario mondiale, abbiamo aperto il nostro negozio monomarca a Firenze, a cui è seguito anche quello che abbiamo in Belgio. In questa maniera abbiamo fatto vedere alla clientela straniera la nostra produzione, in maniera trasparente e onesta. E questo sistema ha pagato".

Export in tutto il mondo. Ora l'azienda esporta il 70% della produzione in Paesi come gli Stati Uniti, il Giappone, la Francia, il Belgio e la Germania. Oltre naturalmente la Corea del Sud dove è in corso un processo di crescita economica incredibile. "Ma c'è un aspetto particolare - riprende Buti - A Seoul e dintorni non si insegue la griffe a tutti i costi, ma la qualità. Ed è per questo che aziende come la nostra stanno trovando la strada giusta. Cero è che quel che abbiamo ottenuto finora l'abbiamo conquistato con le nostre forze senza l'aiuto di nessuno". 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa