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La testimonianza

«Ho pensato mi volessero uccidere forse hanno sbagliato persona»

«Ho pensato mi volessero uccidere forse hanno sbagliato persona»

MONTECALVOLI. Sono continuate per tutto il pomeriggio le ricerche dei due rapinatori che, l’altra sera, hanno aggredito la commerciante di fiori a Montecalvoli e che potrebbero avere rapinato la...

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MONTECALVOLI. Sono continuate per tutto il pomeriggio le ricerche dei due rapinatori che, l’altra sera, hanno aggredito la commerciante di fiori a Montecalvoli e che potrebbero avere rapinato la sala slot a Perignano, nel pomeriggio di ieri. Tanti elementi avrebbero portato i carabinieri a concentrare le indagini nella zona di via del Pesco a Montecalvoli dove ieri si sono concentrate le ricerche e dove sono intervenute più pattuglie dei carabinieri, al lavoro anche con personale in borghese. Ricerche a cui hanno assistito i cittadini, preoccupati per quello che stava succedendo. Sono state fermate alcune persone ma fino a ieri sera i carabinieri sono stati impegnati nella ricerca di riscontri oggettivi per collegarle alle rapine. Recuperato anche lo scooter della rapina di ieri a Perignano.

Rosalba Cappellini, la vittima della rapina, non sa darsi una spiegazione. «Forse hanno sbagliato persona - dice - Sono entrati e hanno urlato: “dacci tutto, questa è una rapina. Altrimenti ti ammazziamo”». Sono passate un po' di ore da quando ha subito l'aggressione. Ha ripreso il suo lavoro di ogni giorno, all'interno della sua azienda, La Verde Oasi di Montecalvoli. Ma chissà quante volte ha già ripetuto quel racconto. «Erano in due- prosegue - mi hanno puntato una pistola contro. Quello più minuto si è diretto verso la cassa, per arraffare i soldi, l'altro, invece, ha rivolto le sue attenzioni a me. Mi ha picchiato. Me ne ha date di santa ragione". In cassa non c’era denaro. «Avevo 150 euro in tasca - dice Rosalba - se li sono presi. Poi hanno spaccato il mio cellulare in tre pezzi. Ma non erano ancora soddisfatti: volevano altro denaro. Mi urlavano: "ti ammazziamo, dacci altri soldi"». Ha provato a difendersi. Con le parole. «Ho detto loro - continua - che non avevo altri euro. Perché mi picchiate? Se ho solo questi…. Ma l'impressione che ho avuto è che non si accontentavano. Uno ha visto un rotolo di nastro adesivo. L'ha preso. Voleva mettermelo attorno al viso, per coprirmi bocca e occhi. Ma, all’improvviso hanno lasciato quel rotolo sul banco e sono scappati. Forse hanno sentito dei rumori, non so. Qualcosa deve averli spaventati». Li descrive. «Giovani, forse 25 anni - spiega - Il volto coperto da un casco integrale. Uno aveva dei jeans stinti. Quello che mi picchiava era straniero. Ha parlato a lungo. Aveva l'accento dell'Est». Appena fuggiti dalla serra di Montecalvoli, la signora, pur col grande spavento ha chiamato i carabinieri. «Pensavo di morirci, sotto i colpi di quei due - conclude -Hanno provato a farmi paura, cercando di soffocarmi, mettendomi delle piante in faccia. Per i carabinieri le modalità utilizzate dai due farebbero pensare a una ritorsione. A un'azione punitiva. Ma lo escludo. Sono una persona tranquilla, non ho debiti con nessuno….».

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