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Cimitero nel degrado: cedimenti dopo i furti

Cimitero nel degrado: cedimenti dopo i furti

Il tetto del camposanto di San Benedetto a Settimo è pericolante in alcuni punti.  Difficile raggiungere alcune cappelle, monta la protesta dei cittadini

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CASCINA. La società che si occupa dei servizi cimiteriali a Cascina è cambiata ma i problemi nella gestione dei camposanti e per la manutenzione sono rimasti gli stessi. Per le sepolture è tempo di degrado: una situazione che accomuna tante realtà di paese, visto che a Cascina ci sono numerosi cimiteri, quasi uno per le oltre venti frazioni del territorio. Così i cittadini di San Benedetto a Settimo da alcuni giorni, cioè dopo l’ultima ondata di maltempo, hanno visto cartelli e nastro di colore rosso e bianco per impedire l’accesso delle persone in alcune aree del cimitero che sono a rischio crolli.

Nella struttura nel corso del tempo sono state rubate le grondaie di rame (sono rimasti soltanto i pluviali di plastica) e così le infiltrazioni d’acqua hanno provocato problemi al tetto ma anche alle vecchie strutture. Il maltempo dei mesi invernali ha dato al cimitero il colpo di grazia. Su alcuni lati del cimitero ci sono tegole pericolanti. Alcune sono state rimosse, altre sono rimaste al loro posto anche se costituiscono un pericolo per chi frequenta l’area.

Così gli operai addetti ai servizi cimiteriali hanno trovato una soluzione provvisoria: hanno chiuso con il nastro rosso e bianco l’ingresso di due cappelle, quelle che sono maggiormente esposte ai rischi di cedimenti di embrici.

Il piccolo cimitero si trova in una situazione di abbandono che preoccupa. Dopo i furti delle grondaie nessuno è intervenuto, esattamente come era successo per la struttura nuova di Cascina, in via Fosso Vecchio. Il Comune e la società che si occupa dei cimiteri (tra l’altro i loculi e i posti in vendita sono abbastanza cari) hanno preferito rinviare nel tempo gli interventi di manutenzione e la sostituzione delle grondaie portate via dai ladri. Nemmeno la soluzione di grondaie di plastica o di altri materiali più economici deve aver convinto i pubblici amministratori.

Il risultato che è stato ottenuto, dopo alcuni mesi, è quello che in questi giorni è sotto gli occhi di chi va al cimitero a trovare i propri cari. Da qui la protesta di alcuni cittadini: le cappelle non potranno restare chiuse ancora a lungo. Il Comune intervenga, tolga le tegole pericolanti, metta in sicurezza la parte di tetto che ha problemi di stabilità e renda accessibili di nuovo le sepolture. Questa la richiesta di chi da un giorno all’altro ha visto spuntare la “segnalazione” di pericolo. Da solo infatti il nastro colorato non può rappresentare la soluzione di un problema.

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