Gioco
Morì schiacciato dal furgone, rinviati a giudizio in tre
Successe a Staffoli nel maggio del 2012: la vittima era un operaio di Acque Spa. .A processo per omicidio colposo un collega, un dirigente dell'azienda e il meccanico che aveva da poco riparato il veicolo
PISA. Uno era alla guida del furgone killer, l'altro è il dirigente della società per cui lavorava la vittima, il terzo è il meccanico che aveva riparato il veicolo prima della tragedia. Sono tre le persone rinviate a giudizio con l'accusa di omicidio colposo per la morte di un operaio di Acque Spa, Antonio Cerri, 52 anni, di Badia di Cascina, travolto e ucciso dal mezzo aziendale parcheggiato vicino a un pozzo nella campagna di Staffoli a Santa Croce sull'Arno. Si tratta del collega Nico Galli, 42 anni, di Buti; dell'ingegner Mario Chiarugi, originario di Castelfiorentino, direttore tecnico di Acque Spa, sede legale a Empoli e amministrativa a Ospedaletto; del titolare dell'autofficina "Il Giubileo" di Pontedera, Mirko Gambale, 36 anni. I tre sono difesi dagli avvocati Gino Doveri, Stefano Del Corso e Alessandro Capone, mentre la famiglia dell'operaio deceduto si è costituita parte civile con i legali Giovanni Capria e Laura Antonelli.
L'incidente, banale nella dinamica e senza appello nell'epilogo, avvenne la mattina di venerdì 3 maggio 2012.Cerri, sposato e padre di due figli, era sceso dal furgone e nell'atto di aprire il portellone posteriore fu schiacciato dal mezzo che, senza un motivo apparente, si mise in movimento arretrando fino a centrare l'operaio che rimase incastrato sotto il veicolo.Galli si trovava poco distante impegnato a manovrare il braccio meccanico di una gru. Ai carabinieri e ai tecnici della medicina del lavoro dell'Asl, il collega disse di non essersi accorto di niente e di aver dato subito l'allarme una volta visto quello che era accaduto a pochi metri da lui.
L'intervento dell'elisoccorso fu richiesto e poi annullato per il decesso di Cerri, operaio esperto e professionale in forza ad Acque Spa dal 2003. Nel processo i profili di penali contestati dalla Procura sono diversi e a vario livello. Oltre al collega della vittima, sono a giudizio il direttore tecnico della società idrica in capo al quale vengono ricondotte le responsabilità per la sicurezza sui luoghi di lavoro e la corretta formazione dei dipendenti e il meccanico dell'autofficina dove era stato sottoposto a manutenzione il furgone.
A Gambale viene imputata, nell'ipotesi dell'accusa, un'errata riparazione del sistema frenante del mezzo che, in questo modo, anziché rimanere con le ruote ben salde sul terreno si mise in movimento travolgendo il padre di famiglia.Prossima udienza l'8 febbraio 2016 con gli avvocati dei familiari di Cerri che chiederanno la citazione a giudizio come responsabile civile anche di Acque Spa.
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