Attenzione
Padre nei guai per un telefono
A proposito di genitori costretti a pagare in prima persona per i danni causati dai figli minorenni, durante l’incontro con i genitori, la polizia postale ha raccontato, pur garantendo l’anonimato...
A proposito di genitori costretti a pagare in prima persona per i danni causati dai figli minorenni, durante l’incontro con i genitori, la polizia postale ha raccontato, pur garantendo l’anonimato delle persone coinvolte, un fatto su cui sta indagando il commissariato di Pontedera. L’indagine è partita per caso, da un cellulare che era stato smarrito e che chi lo ha trovato ha consegnato alla polizia di piazza Trieste a Pontedera. Dalla sim gli agenti sono risaliti al proprietario del telefono. L’uomo è stato contattato e invitato a ritirare il telefono su cui, nel frattempo, la polizia aveva trovato alcuni video dal contenuto pedopornografico. Così quando l’uomo si è presentato alla polizia non pensava certo di fare un’amara scoperta. «Grazie per avere recuperato il telefono di mio figlio, lo aveva perso». Poco dopo però gli agenti gli hanno detto che il figlio, 16 anni, era nei guai per il materiale che avevano visionato. A quel punto l’uomo ha cambiato atteggiamento. «No, mi sono sbagliato. Il telefono è mio...». Forse una reazione per proteggere il figlio. In ogni caso su questa vicenda ora sono in corso altre indagini della polizia.
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