Sicurezza
Incognite sui profughi in arrivo
Incertezze sul progetto per l’ex hotel affidato in via provvisoria
SANTA CROCE SULL’ARNO. Quella che sta per cominciare dovrebbe essere la settimana decisiva per capire quale sarà il destino del progetto accoglienza che era stato predisposto per l’Hotel Cristallo di Santa Croce sull’Arno e per il 70 profughi in arrivo in provincia di Pisa.
L’aggiudicazione del bando da parte di una coop romana c’è stata anche se la prefettura ha spiegato che è avvenuta in maniera provvisoria. Dopo le polemiche e le proteste dei cittadini di Santa Croce sull’Arno la prefettura di Pisa aveva dato incarico alle forze di polizia di verificare meglio i requisiti della cooperativa. Come la prefettura intenda procedere non è chiaro. Per ospitare i 70 profughi l’ex albergo dovrà essere ristrutturato. E forse questo potrebbe essere un dato importante ai fini dell’assegnazione del “servizio” alla cooperativa. Viene da chiedersi come sia stato possibile effettuare un’assegnazione provvisoria del bando senza prima andare a verificare le condizioni igieniche e strutturali dell’edificio scelto per poi presentare il progetto. Il sindaco, Giulia Deidda, conferma di non avere avuto ulteriori indicazioni rispetto all’arrivo a Santa Croce sull’Arno dei profughi.
La questione non è di poco conto anche se da più parti c’è l’interesse a mantenere un profilo basso sull’arrivo dei profughi. Certo che il progetto previsto nell’ex albergo è osservato speciale.
Ieri il gruppo consiliare di Capannoli “Ripartiamo”, per esempio, ha presentato un’interrogazione al sindaco sulla vicenda. «Considerato che la prefettura sta cercando idonee strutture per collocare tali profughi. E considerato che la loro presenza richiede non solo un controllo costante da parte delle forze dell'ordine, ma anche una supervisione medica permanente – scrivono i consiglieri – chiediamo se è previsto l'arrivo sul nostro territorio comunale di profughi e se si, quante unità verranno ospitate nel ns territorio, dove verranno alloggiati e quali misure di sicurezza e di prevenzione della salute sono state adottate». Chiarimenti vengono richiesti anche sugli altri profughi destinati alla nostra provincia.
In ogni caso quanto avvenuto a Santa Croce non passerà nel dimenticatoio: il progetto è stato attaccato in maniera trasversale. «Auspico che ogni nuova soluzione per l'accoglienza sia concertata con gli enti locali di riferimento e che, nello specifico, la proposta relativa alla struttura di S Croce sia presto rivista», dice Silvia Pagnin, già assessore all’integrazione, intercultura e cooperazione della Provincia di Pisa e presidente Istituzione Centro Nord Sud .(s.c.)
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