Lutto
«Il progetto non finanziato era di un dirigente zelante»
Lotta all’evasione, il sindaco spiega perché la Regione non ha dato i contributi Cascina stana i furbetti con la Sepi: in 5 sono stati esclusi dalle case popolari
CASCINA. Anche se la Regione ha dichiarato decaduti i benefici stanziati in favore di Cascina sulla base dei progetti di contrasto all’evasione fiscale per l’anno 2013 la “guerra” ai furbetti non si ferma. È quanto dichiara il sindaco, Alessio Antonelli, spiegando come mai Cascina è stata “bacchettata” dalla Regione. L’iniziativa che non ha ottenuto i benefici, spiega il sindaco, era frutto dell’iniziativa di un sigolo dirigente... Eppure il Comune l’aveva sposata e presentata in occasioni pubbliche. «La lotta ai furbetti continua, senza necessità di ulteriori finanziamenti. Cascina non ha "perso" alcun contributo regionale: molto più semplicemente ha preferito risparmiare soldi pubblici destinati ad un progetto che, per finalità ed obiettivi, rappresentava una fotocopia di un'iniziativa già intrapresa dall'amministrazione all'inizio del mandato», dice il sindaco. Quanto previsto dal progetto denominato "Innovarsi producendo - 2013" , il progetto che doveva essere finanziato dalla Regione, «è già in corso di attuazione da parte della società Sepi che dal 2012, in collaborazione con gli uffici comunali, svolge una rigorosa attività di accertamento ad ampio raggio sui tributi ed in particolare sulle aree fabbricabili, edifici categoria D e, in generale, su tutti i beni immobili oggetto di imposizione fiscale». Tutto bene, secondo l’amministrazione comunale. Le cose, a giudicare dagli atti e da quello che era stato detto due anni fa, dovevano andare in maniera diversa. «Quel che è successo, quindi - spiega il sindaco Antonelli - è riconducibile all' iniziativa autonoma di un dirigente che ha scelto di aderire ad un progetto giudicato poi, in fase di verifica, del tutto inutile per l'ente. Talvolta, come in questo caso, le scelte di alcuni dirigenti sono frutto di un eccesso di zelo anziché improntati alla fattiva collaborazione tra uffici. Eccesso di zelo stoppato prontamente in fase di verifica dagli stessi uffici comunali che hanno comunicato alla Regione la mancata attuazione del progetto e quindi la rinuncia al relativo finanziamento». L’eccesso di zelo, così lo chiama il sindaco, non ha pagato. «Il Comune ha iniziato una fattiva collaborazione con Sepi spa, azienda pubblica in house che nel corso di questi anni ha dimostrato di saper rispondere prontamente agli obiettivi indicati dall'ente in tema di contrasto all'evasione». Ed ecco i dati: se fino al 2011 il Comune l'accertamento dell'evaso si attestava tra gli 80mila e i 100mila euro l'anno, a seguito dell'accordo siglato con Sepi, la stessa voce nel bilancio comunale 2012 sale a 200mila euro fino a raddoppiare e raggiungere i 400mila euro di accertato in quello 2014. «La lotta ai furbetti prosegue anche nelle politiche sociali, in particolare nell'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Sempre dal 2012, agli uffici preposti alla verifica dei requisiti per l'assegnazione, è stato fornito l'accesso ai dati relativi ad anagrafe, catasto, Pra e agenzia delle entrate. A seguito delle verifiche effettuate sulle domande, 5 richieste sono decadute a causa di dichiarazioni mendaci e su altre 10 sono in corso accertamenti». Per quanto riguarda l’acquisto di quattro tablet, acquistato quando era iniziato il progetto della Regione poi “dimenticato” e rimasti in un cassetto per quasi due anni c’è una spiegazione. «È stato effettuato con un contributo regionale derivante da altro e separato progetto e destinato a fornire al personale della polizia municipale ulteriori strumenti per l'esercizio dei compiti di verifica di tipo tributario. Per sono del vero i tablet l’altro giorno sono stati consegnati alla polizia municipale.
Sabrina Chiellini
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