La protesta
L’ombra del bullismo dietro due morti
Adolescenti suicidi: indagini della polizia postale sull’utilizzo dei loro cellulari e sui contatti avuti attraverso Internet
CALCINAIA. Due ragazzi che si tolgono la vita a distanza di poco tempo l’uno dall’altro, nella stessa comunità, sono tragedie che richiedono attenzione, segnali di allarme di un disagio adolescenziale preoccupante. Anche perché in questi mesi, sebbene la notizia sia rimasta riservata, un altro giovane della zona di Cascina ha cercato di togliersi la vita aspettando il passaggio del treno. Aveva lasciato alcuni messaggi ed è stato salvato. Segnali di un disagio, appunto, su cui sta indagando la polizia postale, partendo proprio dai messaggi e dall’uso che i due adolescenti hanno fatto di internet prima di chiudere le loro brevi esistenze.
Due storie, quella di una ragazza di 15 anni e di un conoscente di 16, entrambi di Fornacette, che corrono parallele fino ai binari della morte. La prima studentessa è stata trovata morta, dopo giorni di inutili ricerche, nelle acque del fiume Arno. L’ombra del bullismo accompagna la prima tragedia. Il secondo studente si è tolto la vita, gettandosi sotto il treno, all’inizio di gennaio. Il suo telefono cellulare che il ragazzo aveva appoggiato vicino alla ferrovia prima di correre incontro alla morte è stato sequestrato subito dopo la tragedia ed è al centro di verifiche e indagini ormai da mesi. Dal suo telefono sono partiti due messaggi audio choc, l'ultimo grido disperato del giovane prima di morire. "Addio amici": la voce strozzata, interrotta bruscamente, mentre in lontananza sembra di sentire arrivare un treno. Negli ultimi istanti ha pensato anche agli amici che aveva su un gruppo Whatsapp. A loro ha rivolto poche e drammatiche parole. Un messaggio di pochi secondi che peserà per sempre come un macigno. Devastanti le parole del secondo messaggio audio inviato agli amici con una vera e propria richiesta di aiuto. "... mi puoi aiutare, sono fottuto...".
«Dietro queste storie ci sono alcuni problemi che vale la pena di capire», ha detto il sovrintendente Bruno Gaspari, della polizia postale di Pisa, a margine di un incontro organizzato insieme al commissariato di polizia di Pontedera per i genitori della scuola Curtatone e Montanara, con lo scopo di metterli in guardia dai rischi di internet. Troppo spesso i minori vengono lasciati soli, in balìa delle nuove tecnologie e dei social. Un uso poco consapevole di Facebook come delle chat e di internet può esporli a situazioni rischiose che sfociano in veri e propri reati. «Nei casi di Fornacette – ha detto Gaspare – stiamo verificando i collegamenti virtuali e quelli reali delle due vittime. Una in particolare frequentava siti che invitano all’autolesionismo».
Durante l’incontro con i genitori – era presente anche il dirigente del commissariato di Pontedera Luigi Fezza e la dirigente dell’istituto comprensivo Curtatone e Montanara – sono stati affrontati attraverso esempi concreti i principali pericoli della rete. Tanti i consigli per evitare amare sorprese su problemi sempre più diffusi come il cyberbullismo e la pedopornografia, o dell’adescamento on line. Tanti gli esempi su numerosi trucchi da fare conoscere alle famiglie e alla scuola per poi scongiurarli. Nella rete stanno insieme i baby nativi digitali e chi dietro l'anonimato o le false identità nasconde le proprie malattie e frustrazioni.
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