Sicurezza
«Facciamo noi gli abusivi, per un giorno»
In cinquanta si danno appuntamento in piazza della Solidarietà per manifestare contro i venditori senza la licenza
PONTEDERA. I venditori ambulanti abusivi che ogni mattina si danno appuntamento in piazza della Solidarietà, il parcheggio vicino all’ospedale Lotti, ieri non si sono fatti vedere. Prima di mezzogiorno, ora di inizio della manifestazione organizzata da Alessandro Tantussi, ex consigliere comunale di Santa Maria a Monte, e sostenuta dal centro destra oltre che dalla lista civica Indipendente, i parcheggiatori abusivi sono andati via. Erano stati informati della protesta da alcuni giovani che non condividono l’iniziativa di quanti hanno deciso, anche solo per un’ora, di improvvisarsi parcheggiatori e venditori ambulanti abusivi.
Alla fine, a parte in alcuni momenti, non ci sono stati particolari momenti di scontro. Quando i manifestanti sono arrivati – secondo il commissariato non più di 30 persone, almeno oltre 50 secondo gli organizzatori – nel parcheggio era rimasto un solo venditore ambulante, poi invitato dalla polizia a riporre la merce nei borsoni, dopo un “siparietto” con l’esponente della Lega Nord, Susanna Ceccardi, candidata alle prossime regionali. «Non vado via – le ha risposto il migrante – sono in Italia da 30 anni, ho perso il lavoro, non posso fare altro che questo». La consigliera ha però insistito prima cercando di vendergli un pacchetto di fazzoletti e poi chiedendogli di dimostrare se davvero era in regola con le autorizzazioni richieste ai commercianti ambulanti.
Molti gli esponenti di destra pronti a fare i venditori ambulanti, dai consiglieri comunali Federica Barabotti e Domenico Pandolfi, all'ex candidato sindaco Giacomo Zito, oltre a Ceccardi. Tutti - «La nostra è un’iniziativa per ristabilire la legalità» - hanno i fazzoletti in mano e un barattolo di vetro per contenere le monete “ricavate” dal’iniziativa e che dovevano essere destinati in beneficenza. «Non ho niente a che fare con i partiti – dice Lina Ristori, una cittadina che ha aderito alla manifestazione di protesta. Questa è un’iniziativa dove i cittadini rivendicano il diritto alla tranquillità». Ristori è una delle cittadine che si è ritrovata con l’auto danneggiata dopo si era rifiutata di dare i soldi ai parcheggiatori. «È deprecabile e vergognoso fare arrivare in Italia i migranti e poi lasciarli per strada, in queste condizioni». Anche Lara Colombini, quarantenne di Santa Croce sull’Arno, dice si essersi unita alla protesta per chiedere il rispetto della legalità. «Nessuno dice che gli abusivi vendono fazzoletti come il tabaccaio che invece paga le tasse...».
Presente anche una rappresentanza del sindacato Nursind, il sindacato degli infermieri. «Chiediamo maggiori controlli e più sicurezza per questo parcheggio che non è sicuro di giorno come di notte – dice Michele Gallo – Abbiamo fatto presente la situazione più volte anche al direttore generale dell’Asl».
«Ma i veri problemi del quartiere non sono questi – spiega Serena, una delle giovani che nei giorni scorsi ha informato i venditori della protesta e che ieri ha tenuto d’occhio i manifestanti – Le situazioni da tenere sotto controllo sono altre. Nell’immobile dell’ex carrozzeria Valdera, per esempio, di notte si ritrovano persone senza una casa. Protestare davanti agli immigrati secondo noi è solo una inutile provocazione. Non propone e non risolve niente».
I manifestati sono stati “scortati” per tutta la durata del presidio da polizia e carabinieri, oltre che dalla Municipale.
La maggior parte degli automobilisti, compreso un marocchino Laghcha Abdelhadi, 34 anni, di Cascina, ritiene che nel parcheggio ci sia una situazione difficile da tollerare. «Quando vengo all’ospedale e devo parcheggiare in questa piazza – dice Antonella Argelati, di Cascina – so che devo venire con gli spiccioli. Quando scendi dall’auto arrivano i parcheggiatori e chiedono i soldi con insistenza».
Oggi dalle 12 alle 13 si replica. Ma l’iniziativa, anche se condivisa dagli utenti, non ha avuto un grande appeal in una città da anni impegnata nell’accoglienza.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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