Attenzione
Microcredito per aiutare le famiglie in difficoltà
Accordo tra l’Arcidiocesi e la Banca Popolare di Lajatico: sono previsti prestiti da 500 a 6000 euro da restituire in 60 mesi a un tasso del 3 per cento
PISA. L’Arcidiocesi di Pisa e la Banca Popolare di Lajatico vogliono aiutare le famiglie colpite dalla crisi, escluse dai circuiti finanziari tradizionali. Ieri mattina è stato presentato “Porgi l’altra mano”, un progetto di micro-credito previsto dalla convenzione tra l’Arcidiocesi di Pisa e la Banca Popolare di Lajatico, firmata da Paolo Benotto, arcivescovo di Pisa, e Enzo Marconcini, presidente dell’istituto di credito. L’intesa anti-crisi prevede piccoli prestiti tra i 500 e i 6000 euro per dare risposta ai bisogni primari di famiglie a basso reddito e che potranno essere restituiti - ad un tasso d’interesse fisso annuo del 3% - in rate mensili nell’arco di 60 mesi.
«Questo accordo vuole rispondere alle difficoltà economiche delle famiglie che non hanno le garanzie necessarie per attivare prestiti bancari – spiega Benotto -. Accedere a piccoli crediti spesso rappresenta l’unica ancora di salvezza per scongiurare il ricorso allo strozzinaggio. Le banche di credito cooperativo non sempre possono rispondere a questi problemi. Da qui nasce questo accordo: la diocesi pisana si fa garante di queste persone».
A garanzia del progetto, infatti, l’Arcidiocesi depositerà un fondo di 100.000 euro sui conti della Banca di Lajatico, da cui sarà possibile attingere per i casi di insolvenza. La convenzione si propone di offrire sostegno ai nuclei familiari per quel che riguarda l’educazione dei figli e la salute, la casa, l’acquisto dei beni primari e la copertura delle spese legali per l’esercizio o la difesa dei diritti fondamentali.
«Questo è anche un modo per stare vicino a chi è in difficoltà, ma anche per stimolare la responsabilizzazione delle famiglie stesse, che spesso non sanno gestire le loro risorse. Non si danno soldi gratis a fondo perduto – precisa Benotto -. Per aiutare le famiglie, seppure con fatica, bisogna presentare progetti educativi: ecco, questa operazione ha un intento formativo, per poter guardare con maggiore fiducia al futuro».
Uno sportello ad hoc della Caritas, che coinvolgerà volontari con esperienze lavorative nel settore, farà una prima valutazione delle richieste di finanziamento, verificando il “merito sociale” del richiedente, tramite parametri che permettano di valutare sia lo stato di temporanea necessità, sia la possibilità di provvedere al rimborso, esaminando parametri quali reddito, buste paga, situazione debitoria complessiva, stato di famiglia e condizione abitativa. Lo sportello sarà attivo da lunedì 13 in Piazza Arcivescovado 18 e sarà aperto tutti i giorni dalle 10 alle 12, eccetto il sabato e la domenica. Le domande valutate positivamente saranno inviate alla banca che deciderà autonomamente se concedere o meno il finanziamento. «Si tratta di dare credito alla speranza, facendo emergere la natura sociale del micro-credito, come risposta all’esclusione e all’emarginazione sociale – afferma Marconcini -. Unendo le loro forze, Caritas e Banca potranno contribuire a superare situazioni di disagio e determinare più benessere economico e sociale».
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