Il Tirreno

Pontedera

La chiesa “contesa” e bisognosa di cure appartiene al Comune

di Giacomo Pelfer
La chiesa “contesa” e bisognosa di cure appartiene al Comune

Risolto dopo più di quindici anni il “giallo” della proprietà della Madonna del Soccorso. Ora si pensa a un restauro

2 MINUTI DI LETTURA





MONTOPOLI. Per più di quindici anni ha rappresentato un piccolo giallo dimenticato. Un nodo rimasto in sospeso, accantonato in chissà quale cassetto, mentre l’incedere del tempo continuava a compromettere le condizioni di un edificio che meriterebbe ben altra attenzione.

Protagonista della vicenda la chiesetta della Madonna del Soccorso, immersa nel verde della campagna montopolese, lungo la strada che dal centro storico prosegue verso le valli della Chiecina e dell’Egola. Un edificio dalle forme semplici ma suggestive, risalente al Cinquecento, di cui fino a ieri si ignorava perfino chi fosse il vero proprietario. Per scoprirlo è stata necessaria un’indagine accurata, scartabellando documenti d’archivio e mappe del Catasto leopoldino, al termine della quale è stato chiarito che la chiesa appartiene a tutti gli effetti al Comune di Montopoli. Ad annunciarlo è stato il sindaco Giovanni Capecchi nel consiglio comunale di ieri sera, ripercorrendo i passaggi di una storia senza dubbio curiosa che ha visto per protagonisti l’amministrazione comunale e la diocesi di San Miniato. La questione era emersa praticamente per caso, quando il classico imprevisto aveva acceso l’attenzione su un punto fino ad allora ignorato. Era il settembre del 1999, infatti, quando un fulmine centrò il campanile della chiesa, facendo crollare alcune porzioni che danneggiarono il tetto dell’abitazione retrostante ricavata nell’ex canonica. Da qui la richiesta danni che sollevò il caso, per capire a chi spettasse risarcire il proprietario danneggiato.

«Non sapendo di chi fosse la chiesa - spiega il sindaco Giovanni Capecchi - si decise di sottoscrivere un protocollo d’intesa con la Curia: il Comune, in pratica, si faceva carico dei danni impegnandosi, però, a verificare in un secondo momento l’appartenenza effettiva della chiesa». Un impegno, tuttavia, rimasto in sospeso per ben 15 anni. «Dato che è passato ormai molto tempo - riprende Capecchi - e la situazione dell’edificio si stava ulteriormente deteriorando, per evitare che questo causasse ulteriori eventi spiacevoli, abbiamo deciso di condurre una ricognizione per chiarire la situazione una volta per tutte».

Dopo il consiglio comunale di ieri, quindi, seguirà un atto notarile che attesterà definitivamente l’appartenenza della chiesa al patrimonio dell’ente. Sarà così certificata la responsabilità del Comune nella salvaguardia dell’edificio, da tempo in attesa di manutenzione, al cui interno si conserva anche un interessante affresco del Cinquecento.

«Senza dubbio la chiesa merita di essere valorizzata - conclude il sindaco - Il momento per noi è difficile, ma da adesso però possiamo muoverci per cercare finanziamenti o l’interessamento di qualche privato».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web