Il Tirreno

Pontedera

il dibattito all’interno del partito

Il segretario del Pd Lupi prende le distanze dal sindaco

Il segretario del Pd Lupi prende le distanze dal sindaco

 Continua a dividere la “memoria” a San Miniato, e stavolta i dissensi sono tutti interni al partito del primo cittadino

2 MINUTI DI LETTURA





SAN MINIATO. Continua a dividere la “memoria” a San Miniato, e stavolta i dissensi sono tutti interni al partito del sindaco. Questo, a poche ore di distanza dalla rimozione delle due lapidi sulla strage dal palazzo comunale, ciò che emerge dalla lettera che il segretario dell'unione comunale del Partito democratico Francesco Lupi ha indirizzato ieri ai membri dell’assemblea del partito, resa nota ieri sulla pagina del Pd di San Miniato.

«Avverto forte il peso della responsabilità di non aver assolto fino in fondo a quei doveri che ho assunto nei confronti della nostra comunità - scrive Lupi - Mi riferisco alla necessità di prevedere e organizzare momenti di discussione sulle questioni politiche generali e locali. In merito alle lapidi sulla strage del Duomo questo passaggio è mancato. Se tutto questo è vero - continua il segretario - l'interesse a che questo approfondimento avesse luogo sarebbe dovuto essere reciproco. Da parte del partito e da parte dell'amministrazione. Tale confronto non si è verificato fino alla riunione congiunta della segreteria, della giunta e del gruppo consiliare, che si è tenuta lo scorso 3 aprile». I segretario però non si limita a esporre lo stato dell'arte, esprimendo invece anche il suo dissenso, nel merito, sullo spostamento delle lapidi. Premettendo che «compito dell’amministrazione dovrebbe essere quello di mantenere vivo il ricordo», proprio per «la memoria non condivisa sedimentata nella comunità» che le lapidi testimoniano «la collocazione di maggior visibilità rimane quella attuale sulla facciata del palazzo comunale».

Parole alle quali fanno da contraltare quelle del sindaco, rivolte alla medesima assemblea. «Da un anno ho lanciato la proposta di togliere le lapidi, dandone anche nella precedente legislatura comunicazione in giunta, al grupo consiliare e segreteria del Pd» scrive il sindaco «non avendo riscontrato alcuna rimostranza, a seguito dell'ultima riunione di giunta, il gruppo consiliare e la segreteria, è stata presa la decisione di procedere alla rimozione. Senza entrare nel merito della veridicità storica ci è parso opportuno che queste lapidi non fossero più sulla facciata del luogo istituzionale per eccellenza». Una smentita sulla presenza di rimostranze interne che certo farà ancora discutere.

Nilo Di Modica

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca