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sanità

Il direttore generale dell’Asl pronto a lasciare per Firenze

di Rino Bucci
Il direttore generale dell'Asl 5 Rocco Damone (foto Silvi)
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Il direttore generale dell'Asl 5 Rocco Damone (foto Silvi)

Rocco Damone in lizza per diventare responsabile della maxi area Toscana Centro A Pisa (Toscana Nord Ovest) arriverà Edoardo Majno numero uno dell’Asl di Prato

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PONTEDERA. Le bocche sono cucite ma gli elementi ci sono tutti. Anzi, c’è chi nei corridoi della Regione è pronto a giurare che i giochi siano praticamente fatti da tempo e che quando, a maggio, la riorganizzazione delle Asl Toscana troverà vita nero su bianco non ci sarà nessuna sorpresa. Un ruolo chiave nella nuova geografia sanitaria del Granducato la giocherà proprio l’attuale direttore generale dell’Asl 5, Rocco Damone.

Il valzer del dg. Il numero uno di via Cocchi è il principale “indiziato” per ricoprire la carica di responsabile dell’area Toscana Centro che ingloberà le Asl di Pistoia, Prato, Empoli e Firenze. Damone avrebbe già dato il proprio assenso per trasferirsi a Firenze, negli uffici di una delle aree sanitarie più importanti del comprensorio. Restando sul territorio, nel Pisano (che insieme a Livorno, Massa, Viareggio, Lucca farà parte dell’area Toscana Nord Ovest) è invece in arrivo l’attuale direttore dell’Asl di Prato, Edoardo Majno. Sarà lui a dirigere dagli uffici dell’azienda sanitaria a ridosso della Torre pendente.

I tempi. Dall’investitura sulla carta all’operatività vera e propria passerà del tempo. Infatti, il piano della riforma sanitaria prevede vari step. Dopo la decisione dei nuovi responsabili, che arriverà a maggio, si dovrà attendere il primo giorno di luglio: da quella data tutte le Asl della Toscana saranno commissariate e a quel punto inizierà il lavoro di Damone a Firenze e di Majno a Pisa (anche se Nogarin lo vorrebbe negli uffici livornesi).

La riforma. In questi giorni, l’assessore regionale alla salute, Luigi Marroni sta girando come una trottola tra i vari consiglio comunali, ospedali e sale congressi. Un tour in lungo e in largo per la Toscana e illustrare a tecnici, politici e cittadini una riforma storica che sta inevitabilmente accendendo la discussione.

La parola d’ordine è razionalizzazione. Infatti, oltre al chiaro intento di evitare “i doppioni” tra ospedali e servizi sul territorio, c’è quello di tirare il cordone della spesa. I numeri parlano chiaro e li ha ripetuti Enrico Rossi qualche settimana fa davanti alla Quarta commissione regionale dove si illustrava in anteprima la rivoluzione. Dal 2011, in tre anni, Firenze ha dovuto far fronte a un taglio sulle risorse erogate da Roma pari a 1.300 milioni di euro. E nell’anno in corso, la scure ha generato sul Granducato una contrazione da 350 milioni di euro. Grazie alla nuova riforma sanitaria, dove le nuove aziende sanitarie saranno sovrapponibili col modello Estav, la giunta Rossi conta di «ridurre il costo del personale, pari oggi a 2,5 miliardi di euro, di circa 100 milioni in due anni», come aveva spiegato lo stesso Luigi Marroni durante l’ultima seduta della Quarta commissione regionale.

L’identikit. In questo percorso di ritorno al virtuosismo, un ruolo chiave lo giocherà anche l’attuale direttore generale dell’Asl 5. Cinquantanove anni compiuti a febbraio e una laurea in medicina conseguita a Pisa nell’ottobre del 1982, Damone è direttore generale dell’Asl 5 dall’aprile del 2005 (poi confermato nel 2008).

Dal ’92 al ’99 ha lavorato all’Asl 1 di Massa dove è arrivato a ricoprire l’incarico di vice direttore sanitario vicario. Nel 2001è arrivato all’Azienda ospedaliera universitaria pisana dove è stato responsabile della direzione medica di presidio e vice direttore sanitario aziendale. Dal 2005 è direttore dell’Asl 5.

 

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