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Denunciati dieci anarco-vandali

Denunciati dieci anarco-vandali

Identificati dalla Digos: l’accusa è di danneggiamento e deturpazione in un corteo a Pisa

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PISA. Arrivano le denunce dopo i danni provocati quasi un anno fa da una manifestazione di protesta antinucleare trasformata in un’antologia di vandalismi.

Sono dieci le persone denunciate dalla Digos per i danneggiamenti in centro, soprattutto in Corso Italia - anche alla redazione de “Il Tirreno” - , avvenuti il 3 maggio in occasione di un corteo contro il piano di dismissione dell'ex reattore nucleare del Cisam di San Piero a Grado e lo sversamento dei 750mila litri di acqua radioattiva nel canale dei Navicelli.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica, si è conclusa nei giorni scorsi: sette indagati gravitano tra Pisa e provincia, mentre gli altri tre provengono dalle province di Livorno, Bologna e Como. I dieci sono accusati di aver «danneggiato e deturpato mediante lancio di vernici ed altro materiale le vetrine di esercizi commerciali ed istituti di credito e bancomat, nonché danneggiato sistemi di videosorveglianza del Comune di Pisa recidendo con strumenti da taglio (anche lame da potatura) i cavi in fibra ottica di collegamento delle telecamere» fanno sapere dalla questura.

Nel corso della manifestazione, di rilievo nazionale per la presenza di personaggi e sigle attive in tutta Italia, furono numerose le azioni sconfinate in danneggiamento ed imbrattamento verso sedi di banche, esercizi commerciali, negozi e contro la Scuola Superiore Sant'Anna. Non solo. Vennero rotte pure diverse telecamere del circuito di videosorveglianza del Comune. Qualche giorno dopo la manifestazione degenerata in corrida di vandali, la Digos segnalò all’autorità giudiziaria gli organizzatori dell’iniziativa, tutti appartenenti al movimento "Garage Anarchico". Nei loro confronti scattarono subito le perquisizioni che coinvolsero anche la sede del gruppo dove, stando all’accusa, erano state pianificate le scorribande commesse nel corso della manifestazione. Sull’opportunità di autorizzare un corteo del genere nel salotto commerciale, di sabato pomeriggio, il questore Gianfranco Bernabei rispose che «era il male minore. Dire di no avrebbe innescato reazioni peggiori». Foto e riprese video hanno fatto capire agli investigatori che gli autori dei raid si sono mossi con esperienza, adottando tecniche e modalità «che manifestano evidenti capacità operative e collaudata pratica da parte degli autori nel compiere danneggiamenti e imbrattamenti, attraverso l'adozione di azioni dirette a colpire gli obiettivi, evitando in ogni modo di poter essere ripresi dalle telecamere cittadine, ovvero da quelle in uso agli operatori di polizia».

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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