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I ricorsi contro l’autovelox sono un debito per il Comune

MONTOPOLI. Sarà forse l’ultima pagina nella vicenda del contestatissimo autovelox fra Casteldelbosco e Capanne, ormai spento dal 2011. Il giudice di pace di San Miniato, infatti, ha accolto la...

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MONTOPOLI. Sarà forse l’ultima pagina nella vicenda del contestatissimo autovelox fra Casteldelbosco e Capanne, ormai spento dal 2011. Il giudice di pace di San Miniato, infatti, ha accolto la richiesta di 61 automobilisti che avevano presentato ricorso contro le sanzioni elevate dall’apparecchio, condannando il Comune di Montopoli a risarcire, in questi casi, anche l’importo pagato per la presentazione dell’istanza: in tutto circa 35 euro a ricorso per un totale di 2200 euro a carico dell’amministrazione.

Una spesa “imprevista” per le casse comunali, che ha costretto la giunta a portare nel consiglio comunale di stasera il riconoscimento di un debito fuori bilancio. Un passaggio formale destinato in qualche modo a chiudere il cerchio di una vicenda che ha fatto infuriare centinaia di automobilisti.

Un caso iniziato nel novembre 2009 con l’installazione della micidiale postazione fissa lungo il rettilineo della Tosco Romagnola fra Casteldelbosco a Capanne. Centinaia ogni giorno le multe elevate nei primi mesi di attività, soprattutto ai tanti pendolari in transito tra la Valdera e il comprensorio del cuoio. Immediate le polemiche, con tanto di Comitato dei multati le cui ragioni furono accolte dal giudice di pace nell’estate 2013. Già da un paio d’anni, però, il Prefetto aveva messo la parola fine ordinando lo spegnimento dell’apparecchio per il mancato rispetto delle legge 120 del 2010. (g.p.)

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