Sicurezza
I Cobas attaccano il presidente sui licenziamenti
CASCINA. I Cobas vanno all’attacco del presidente del consiglio d’amministrazione de La Città del Teatro. «Qual'è il problema? Il presidente aveva parlato di un ordine imperativo della banca per...
CASCINA. I Cobas vanno all’attacco del presidente del consiglio d’amministrazione de La Città del Teatro. «Qual'è il problema? Il presidente aveva parlato di un ordine imperativo della banca per trovare 90.000 euro e aveva redatto un fatiscente piano di rientro tagliando il personale. Piano presentato in Comune ad insaputa di lavoratori e sindacati. Abbiamo risposto con altre possibili strade di risparmio, che sono molte, che riguardano la gestione degli spazi, il rapporto con gli enti proprietari, la questione delle consulenze, la riorganizzazione dei vari settori e quindi anche un possibile intervento sul personale ma inserito in una visione ampia e di prospettiva. Su questo il presidente non risponde», attacca il sindacato.
Ora poi il bilancio è in pari e quindi questa spada di Damocle dei 90.000 euro è sparita. «Forse la questione è allora un ridimensionamento della struttura e dell'organico. E anche in questo caso non sarebbe opportuno fare un piano di sviluppo, un progetto di lavoro e poi intervenire? La Fondazione ha perso la domanda per essere riconosciuta “teatro ad alta rilevanza culturale”, quindi forse ora dovrà ridefinire compiti e oneri per diventare centro di produzione. Cambiano le cose. E allora decidiamo come intervenire quando sappiamo cosa si vuole fare». E ancora: «Il presidente Betti non ha idea di cosa fare del teatro che amministra. Ha licenziato il direttore tecnico, figura chiave per il buon funzionamento della macchina teatrale, perché costava troppo o perché aveva le spalle larghe, come ha avuto modo di dichiarare. Ma senza un direttore tecnico competente e conoscitore del teatro le cose non funzionano e bastano le vicende degli ultimi giorni a dimostrarlo».
I Cobas continuano le critiche tutte personalizzandole. «Le dichiarazioni di Betti apparse sulla stampa oltre ad essere false, incomplete e al limite del pettegolezzo, sono anche prova della sua inadeguatezza alla funzione che è chiamato a svolgere. D'altra parte non è né uomo di teatro né manager o esperto di rilanci né forse in grado di immaginare un progetto culturale degno di questo nome. È solo l'uomo nominato dal sindaco di Cascina per quella funzione e forse non basta».
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