Sicurezza
Pontedera, manca il personale e il museo Piaggio non si apre ai turisti
Saracinesche abbassate per il biglietto da visita della città a Pasqua e Pasquetta. Costagliola: «Stiamo facendo i salti mortali»
PONTEDERA. È il biglietto da visita turistico della città ma per la giornata di Pasqua e nel lunedì di Pasquetta, quel biglietto da visita resterà chiuso nel portafogli.
Saracinesche abbassate per il museo Piaggio durante le due giornate che inaugurano la stagione delle vacanze di primavera e aprono le porte all’estate. Non ci saranno i turisti in fila per ammirare la Vespa firmata da Salvador Dalì, né le comitive di appassionati a sfilare tra i pezzi storici della Gilera. È un po’ come se a Pistoia si decidesse di chiudere lo zoo in uno dei momenti di maggior afflusso o, guardando in alto, Firenze optasse per la serrata degli Uffizi. L’effetto, alla fine, è il solito: viene precluso l’accesso a quello che è forse il luogo più rappresentativo dal punto di vista del richiamo turistico della città (basti considerare che in viale Rinaldo Piaggio, nel 2014 si sono registrate 44.000 presenze). E pensare che gli ingredienti per il successo ci sarebbero tutti: la stazione vicina, l’aeroporto di Pisa a poche decine di minuti di viaggio e la posizione geografica più che favorevole.
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Le ragioni. La serrata del museo delle Vespe, più che una scelta precisa, è il frutto di una decisione obbligata: manca il personale per garantire l’accesso ai locali. A ribadirlo è lo stesso presidente della Fondazione Piaggio, l’ingegner Riccardo Costagliola.
«Già adesso - spiega Costagliola - stiamo facendo i salti mortali per riuscire a rimanere aperti la seconda e la quarta domenica di ogni mese. Attualmente al museo lavorano cinque dipendenti; sono persone che comunque garantiscono 3.500 ore di servizio. Purtroppo, la Fondazione va avanti grazie al contributo della Piaggio e del Comune ma ha perso negli ultimi mesi il coinvolgimento della Provincia dopo la recente riforma. Per organizzare degli eventi extra siamo alla continua ricerca di sponsor e ce la mettiamo tutta. Ma i dipendenti restano sempre cinque; si dividono tra i convegni, le mostre e le visite guidate. Più di questo non possiamo chiedergli».
I lavoratori hanno lo stesso inquadramento degli operai della Piaggio e quindi non possono accumulare troppe ore extra rispetto al contratto di lavoro.
Le domeniche. Da circa un anno poi, la quarta domenica del mese di apertura è garantita grazie al coinvolgimento dei soci del Vespa Club. «Abbiamo già calendarizzato il nostro coinvolgimento fino a luglio - dice il presidente Luigi Moggia - per noi dare una mano alla Fondazione, vista che c’è grande collaborazione, non è un problema. Nelle ultime domeniche del mese al museo sono attivi due nostri volontari».
Le associazioni. La chiusura nel giorno di Pasqua e nel lunedì di Pasquetta indirettamente si ripercuote anche sui pubblici esercizi e sulle strutture ricettive della Valdera. «Sono anni che chiediamo senza riuscirci l’apertura del museo sotto Pasqua - dice il presidente Luca Sardelli - purtroppo ci siamo sempre trovati davanti alla solita risposta: problemi di organico. Di certo, è un peccato che il biglietto da visita della città resti chiuso in un momento del genere come è un peccato non riuscire ad ottenere, dopo anni di richieste, un cartello che indichi Pontedera come città della Vespa sulla Fi-Pi-Li».
«Il problema riguarda direttamente la Fondazione e la sua organizzazione del personale - dice il vicesindaco Angela Pirri - credo che se avessero avuto possibilità di scelta il museo a Pasqua e Pasquetta sarebbe rimasto aperto».
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