La manifestazione
Pestato, ha rischiato di perdere un occhio
Giovane di Santa Maria a Monte aggredito con pugni e lanci di pietre solamente perché parlava con un’amica in un pub
PONTEDERA. Ha rischiato di rimetterci un occhio dopo che un giovane marocchino lo ha colpito con una grossa pietra mentre lo aggrediva. A distanza di giorni da quel fatto Daniele, 25 anni, disoccupato di Santa Maria a Monte, ha deciso di denunciare il pestaggio. E lo ha fatto presentando una querela ai carabinieri di Pontedera. Del resto il giovane è stato aggredito, all’inizio di marzo, lungo viale Italia a Pontedera.
La sera del 10 marzo era andato insieme ad un’amica, 21 anni, di Santa Maria a Monte in un locale vicino alla discesa del Ponte Napoleonico. Mentre i due stavano parlando si è avvicinato, stando al racconto della vittima dell’aggressione, un marocchino e ha cercato di portare via la ragazza prendendola per un braccio, nel tentativo di farla uscire con la forza dal pub.
Riuscito nel suo intento, il migrante (residente nel quartiere popolare di via Martin Luther King) ha trascinato la ragazza sull’altro lato della strada. «In quel momento sono intervenuto – racconta Daniele – e ho cercato di capire cosa stava succedendo. Il marocchino diceva che la mia amica era la ragazza di un altro uomo che lui ha chiamato con il suo soprannome». Intanto, il giovane continuava a camminare verso Panorama insieme all’aggressore che insisteva. «Prima di arrivare là, mentre io cercavo di farlo ragionare, quel giovane ha preso una pietra con cui mi ha minacciato. Mi ha detto che conosceva persone con le pistole. Poi ha tirato il sasso contro il parabrezza di una Mercedes classe A, che era in sosta nei pressi del teatro e lo ha danneggiato».
Davanti al bar di Panorama l’aggressore ha preso un palo di legno con cui ha continuato a minacciare Daniele. Poi ha ripreso la pietra e l’ha scagliata contro il giovane, che è stato colpito all’occhio sinistro. Da qui una lesione alla retina. Intanto i tre, perché il marocchino continuava a strattonare per un braccio la ragazza, sono arrivati nelle vicinanze delle case popolari e l’aggressore ha colpito ancora una volta con un pugno Daniele, che nel frattempo aveva chiamato i carabinieri e non voleva lasciare la giovane nelle mani di quello straniero che non aveva mai visto prima. Finalmente quest’ultimo è fuggito e quando sono arrivati i militari Daniele e l’amica hanno raccontato quello che era successo. Mentre i due amici tornavano verso il pub e i carabinieri se n’erano andati, il marocchino ha raggiunto di nuovo i due ventenni. Questa volta era insieme ad un connazionale e sembrava interessato a chiedere scusa. Invece, era una trappola. «Mi hanno picchiato e spinto a terra di nuovo», racconta il 25enne. «Ho chiamato i carabinieri e loro sono fuggiti anche se prima hanno dato della cocaina alla ragazza che era con me».
Una storia complessa. Daniele quella notte è stato medicato dai dottori del pronto soccorso del Lotti che gli hanno riscontrato - i referti sono chiari - alcuni traumi con una prognosi di diversi giorni, anche se le conseguenze delle lesioni all’occhio potrebbero richiedere ulteriori cure.
Dopo averci riflettuto a lungo, il 25enne ha deciso di rivolgersi ai carabinieri e di raccontare la sua verità. Che ora sta scritta nero su bianco nella querela. Al di là dell’aggressione emergono scenari che hanno a che fare con lo spaccio di cocaina, un gruppo di migranti molto conosciuti sia a Pontedera che a Montecalvoli, Santa Maria a Monte e Castelfranco e ambienti in cui sarebbe facile trovare giovani pronte a prostituirsi per una dose di cocaina.
«Ho deciso di denunciarli perché temo la loro reazione e le loro continue minacce». Daniele ammette di essere venuto in contatto con questo strano “giro” dopo avere cominciato a frequentare l’amica di 21 anni. «All’inizio ho cercato di tenerla lontana da certe amicizie, poi ho capito che non sarebbe stato facile. Ma non voglio avere altri problemi con queste persone».
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