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Cascina, stipendi ridotti per salvare i posti a rischio al Teatro

Il pubblico durante uno spettacolo alla Città del Teatro (foto Silvi)
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Il pubblico durante uno spettacolo alla Città del Teatro (foto Silvi)

La proposta del Cda ai lavoratori che dovrebbero rinunciare al 12% del salario. La trattativa è diventata un tormentone. Ora la parola ai dipendenti per il voto

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CASCINA. Dopo mesi di confronto per il teatro di Cascina si avvicina l'ora delle scelte per il piano di revisione della spesa, che punta a far quadrare i conti di quello che è il maggior ente culturale del comune con un bilancio annuo di circa un milione e mezzo di euro. Nell'ultimo incontro tra gli amministratori della Fondazione e i rappresentanti di Cgil, Cisl, Cobas e lavoratori, il presidente del consiglio di amministrazione, Michelangelo Betti, ha proposto un intervento alternativo che evita i licenziamenti e mantiene fermo il livello di risparmio a 90mila euro annui, ma che, per essere attuato, ha bisogno dell'approvazione di tutti i lavoratori a tempo indeterminato.

Questo secondo piano cancellerebbe i licenziamenti, andando però a richiedere la disponibilità a un'autoriduzione dello stipendio di circa il 12%. E per sostenere l'intervento le direzioni artistica e amministrativa hanno già dato la propria disponibilità a una revisione dei propri contratti.

La scelta passa così nelle mani di sindacati e lavoratori, che discuteranno della proposta in un'assemblea da convocare nei prossimi giorni. La trattativa sul futuro del teatro, giunta al decimo incontro, si indirizza quindi verso una conclusione che dovrebbe venir scritta già nelle prossime settimane. Ma, visti i precedenti, c’è grande cautela. In sostanza la nuova proposta porterebbe al reintegro dell'ex direttore tecnico come tecnico "semplice" e al mantenimento del servizio di pulizia all'interno.

La riduzione del risparmio verrebbe così superata suddividendone il resto dell'importo necessario tra tutti i lavoratori. I vertici della Fondazione si sono anche resi disponibili a una revisione dell'accordo dopo averne valutato gli effetti sui bilanci 2015 e 2016. Nel corso dell'incontro è stata invece definitivamente archiviata la proposta di revisione della spesa avanzata da sindacati e lavoratori, che non superava i 30mila euro di risparmio complessivo. Solo un terzo del necessario.

Nel corso di un'iniziativa pubblica, svoltasi al cinema teatro Lux di Pisa, alcuni lavoratori hanno puntato a spostare l'attenzione dalla necessità di risparmio alle critiche alla gestione e alle scelte di fondo operate in questi anni, rinnovando la sfiducia nell'operato del Cda e chiedendo un piano di rilancio e di sviluppo. La discussione dell'assemblea dei lavoratori sarà chiamata a valutare la proposta avanzata. Il mancato accoglimento porterebbe alla completa attuazione del primo piano di revisione della spesa.

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