Sicurezza
Spente da sei anni le due centraline contro gli incendi
Il sistema di telerilevamento fu acquistato dalla Regione negli anni Novanta. Giobbi: «È inutilizzato dal 2009»
VICOPISANO. Sono state piazzate da tempo, acquistate con i soldi pubblici ma non vengono utilizzate da tempo. Eppure il loro utilizzo è molto importante. Stiamo parlando delle centraline di telerilevamento che servono a prevenire gli incendi.
Sul monte Agresto sopra al Castellare a San Giovanni alla Vena c’è una centralina di telerilevamento, gemella di un’altra che si trova sul Monte Roncali al confine tra Buti e Vicopisano. Lo scopo della centralina è quello di dare l’allarme in caso d’incendio. Entrambi i dispositivi facevano parte di uno stock di nove centraline di proprietà della Regione, collocate in punti strategici, come sul monte Cimone a Calci, o sulla torre piezometrica dell’acquedotto a San Lorenzo alle Corti.
«Progettate per scopi militari, furono vendute alla Regione a metà degli anni novanta per tre miliardi di lire e riconvertite alla prevenzione degli incendi. Ma concepite per individuare i lanci di razzi nemici e dotate di pannelli a raggi infrarossi, quando una fonte di calore come il sole si rifletteva a valle su qualche guard rail, veniva catturata dalle centraline, che davano falsi allarmi», spiega Marrica Giobbi, consigliere comunale del gruppo “Per i Cittadini”.
Per ovviare all’inconveniente furono eliminati i pannelli a raggi infrarossi. Le telecamere furono allestite sulle postazioni tramite elicotteri, con un’operazione grandiosa, dove non si badò a spese. Ebbero un funzionamento altalenante a causa di un vecchio Commodore 64 che le coordinava, inviando i dati agli schermi installati presso il comune di Calci, sede della protezione civile, che opera come ente capofila per Vicopisano, Buti e San Giuliano. Le telecamere hanno monitorato il monte pisano, segnalando i focolai che ad occhio nudo con la presenza del fumo era impossibile scoprire, ma dal 2009 questa preziosa funzione è cessata.
«La Regione si è astenuta dal fornire il telerilevamento e non si capisce come mai abbia accuratamente evitato questa voce di spesa, visto che dovrebbe avere a cuore la salvaguardia degli incendi e la tutela del patrimonio del monte pisano - dice Giobbi - come non ha più aggiornato il sito della protezione civile intercomunale, che addirittura è fermo al 2012, sul quale compaiono vecchie foto, tra le quali quella della sede operativa con i monitor affissi alla parete, mentre invece non ci sono più da un pezzo. Ci si chiede come abbia potuto Vicopisano sopportare questa inerzia della Regione che si protrae dal 2009 e che va a discapito del sistema di prevenzione. Una lacuna, che offende lo spirito di servizio di una politica che non è capace di occuparsi delle necessità dei cittadini».
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