Il Tirreno

Pontedera

Nido, un rompicapo capire quanto costa

di Emilio Chiorazzo
Nido, un rompicapo capire quanto costa

Le strutture comunali hanno varato le tariffe: alla faccia dell’Unione Valdera, calcoli e cifre non sono omogenei

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PONTEDERA. Devo iscrivere il figlio al nido: cosa serve? Dopo i moduli una bella calcolatrice. E un po’ di tempo a disposizione. Perché per districarsi nella giungla delle rette, ci vuole tempo. E pazienza.

Oltre a un po’ di dimestichezza con la matematica. Per capire quanto si andrà a pagare, occorre studiarci un po’. Soprattutto nelle tariffe dei quattro nidi comunali che hanno appena varato il costo del servizio, per il quale si può fare domanda entro il 27 di aprile Gli importi delle rette dei privati sono stati pubblicizzati, sul sito dell’Unione della Valdera e, da pochi giorni anche sul nostro sito (www.iltirreno.it).

I Buoni Servizio. Verranno “addolciti” dai cosiddetti Buoni servizio: contributi che attraverso i Comuni, l’Unione assegnerà alle famiglie che mandano i propri figli negli asili privati convenzionati. E vengono calcolati in base al reddito. Farà fede la dichiarazione dell’Isee. Quello nuovo, che tiene conto anche della situazione patrimoniale, del nucleo familiare, più complessa rispetto al passato. I quattro nidi a gestione Comunale sono arrivati sul filo di lana.

L’unione dei Comuni della Valdera ha deliberato le tariffe venerdì scorso, nel consiglio comunale. Proprio poche ore prima del via alle iscrizioni. Ma è importante una cosa: la priorità, nella scelta, non verrà assegnata in ordine cronologico di presentazione delle domande. Saranno valutati alcuni requisiti che sono previste dal regolamento .

Quante differenze. Quel che salta agli occhi è che non c’è omogeneità nell’adozione delle tariffe. Né per la cifra che viene richiesta, né per le modalità di calcolo. Perfino gli scaglioni del reddito, sui quali applicare le varie tariffe, sono differenti da Comune a Comune: le tabelle che pubblichiamo in questa pagina cercano di dare un quadro di insieme. Ma, purtroppo, mettono in risalto molto di più le differenze.

Che, in un territorio come la Valdera, dove si persegue l’uniformità in tanti settori della vita quotidiana, non dovrebbero risaltare. Ma andiamo per ordine.

Sull’offerta che viene fatta alle famiglie, è normale che ognuno dei nidi (due a Pontedera, uno a Santa Maria a Monte e un altro a Peccioli e l’ultimo a Capannoli), abbiano delle diversità.

Aiuta molto di più a rispondere alle esigenze delle famiglie. Sono i metodi con cui si calcola poi, alla fine di ogni mese, l’importo che le famiglie devono pagare.

Le fasce di reddito. Sono molto scaglionati i due nidi comunali di Pontedera: prevedono sette fasce e, per ognuna tre divisioni orarie (meno di quattro ore, da quattro a sei, da sei a nove:oltre questa fascia oraria nessuno dei due offre servizio). A questi importi, assai facili da calcolare, va aggiunto il costo giornaliero a pasto. Anche in questo caso, pesa il reddito familiare: fino a cinquemila euro di iIee si paga 1,20 euro per ogni pasto consumato. Se l reddito supera la soglia di cinquemila euro di Isee, il costo di un pasto sale a 2,85 euro.

Il costo del pasto. Per fare un esempio pratico, il figlio di una famiglia con reddito Isee che va da 20 a 27mila euro che frequenta per sei ore il nido, se in mese è presente per 22 volte, pagherà 437,7 euro. Semplificata anche quella del nido La Coccinella di Santa Maria a Monte: oltre alla tariffa collegata al tempo di frequesta occorre calcolare il soto a pasto di 3,2 euro Cambia metodo di calcolo lo Staccia Buratta di Peccioli: In pratica il procedimento è inverso. C’è una tariffa intera (che tiene conto dell’orario di frequenza). E, a seconda del reddito, ci sono le riduzioni da apportare. In più c’è da aggiungere il costo a pasto: 3 euro Infine Il Gatto con gli stivali di Capannoli. Altro nido, altro metodo. Esiste una tariffa minima e una massima e, a seconda delle fasce del servizio prescelto un coefficiente che ne determina quella reale da pagare, alla quale va aggiunto il costo dei pasti. Che si calcola con lo stesso metodo: si va da 1,50 a 3,30 che sono il minimo e il massimo e si determina il costo reale attraverso l’Isee dell’utente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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