Il Tirreno

Pontedera

Aule vietate alla benedizione Maxi protesta

di Tommaso Silvi
Aule vietate alla benedizione Maxi protesta

Sit-in dei genitori contro la decisione della preside Alla fine don Armando Zappolini viene fatto entrare

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CASCIANA TERME LARI. Si riconosce da lontano. Abito talare bianco, capelli brizzolati e un sorriso che infonde tranquillità stampato sul volto. Una suora dai tratti africani lo accompagna. È mercoledì santo: giorno di benedizioni a Perignano. Don Armando Zappolini cammina per il piazzale asfaltato. «Sto andando a fare visita agli uffici della zona. Pochi minuti per benedire il personale e augurare buon lavoro».

Il volto sereno del prete arrivato nella frazione del comune di Casciana Terme Lari nel lontano 1982 avrebbe dovuto fare la sua comparsa anche all’interno della scuola primaria Sanminiatelli-Salvo D’Acquisto, dell’istituto comprensivo Casciana Terme Lari. L’edificio dista appena poche centinaia di metri dal punto in cui don Armando sta passeggiando insieme alla suora. E mentre gli impiegati riordinano le scrivanie prima della tradizionale benedizione, basta spostarsi di una manciata di passi che l’atmosfera cambia radicalmente. Di fronte alla scuola, infatti, un nutrito gruppo di genitori sta aspettando la dirigente dell’istituto. E i nervi non sono esattamente rilassati. Un vero e proprio picchetto di protesta, scaturito dalla decisione di Angela Gadducci - a capo dell’istituto comprensivo - comunicata a don Armando Zappolini soltanto martedì sera: abolita la benedizione nelle classi. «Mi hanno chiuso le porte della scuola – ha spiegato Zappolini ai genitori pochi minuti dopo aver ricevuto la notizia – quindi non potrò salutare e benedire i vostri figli nelle aule».

Parole che se in un primo momento hanno lasciato a bocca aperta mamme e papà, successivamente hanno fatto in modo che venisse organizzato un vero e proprio sit-in sulla porta d’ingresso della scuola. Passaparola, social network e cellulari: di famiglia in famiglia la disposizione della dirigente è rimbalzata velocemente, facendo ingrossare il gruppo di contestatori. Ieri mattina poco dopo le 11 Angela Gadducci si è presentata al lavoro, ma di fronte alla porta che apre ogni mattina ha trovato uno scroscio di applausi ironici. «Vergogna». «Fai benedire i nostri figli». La folla urla formando un cordone intorno alla donna. Poi gli animi si placano e Gadducci improvvisa una conferenza stampa chiarificatrice nello spiazzo di fronte all’entrata. «Il consiglio d’istituto ha votato in maniera contraria sulla messa di don Falchi nella scuola di Casciana Terme e per lo stesso motivo è stato deciso di non procedere con la benedizione a Perignano». Gadducci vorrebbe spegnere i bollenti spiriti dei genitori, ma l’effetto ottenuto è il contrario. «Ma cosa stai dicendo? Non è vero. Il consiglio ha votato il “no” alla messa, non alla visita di don Armando».

Il sovrapporsi di voci continua fino a che non compare lui. Don Armando. Che dopo aver benedetto i vicini uffici ha deciso, nonostante il “divieto”, di presentarsi davanti alla Sanminiatelli-D’Acquisto. Le mamme scoppiano in un boato: la dirigente invece stringe la mano al prete e si presenta. «Non sapevo chi fosse. Piacere di conoscerla». Don Armando cerca la via del dialogo: «Lei è arrivata da poco a Perignano e non conosce le nostre tradizioni. Sono stato vicepreside anche io e so come funziona, ma qui abbiamo delle usanze. Una di queste è la benedizione del mercoledì santo. Sarebbe bastato un po’ di buon senso e non saremmo arrivati a questi punti». Pronta la riposta dall’altra parte: «La direttiva ministeriale inquadra la scuola come laica. Non può fare la benedizione all’interno delle classi».

Ancora qualche minuto di scambi d’opinioni e poi la soluzione di compromesso. I bambini che regolarmente prendono parte alle ore di religione cattolica vengono portati nell’aula magna dell’istituto per ricevere la benedizione; gli altri si accomodano per qualche minuto in un’altra stanza con un'insegnante. I genitori sono sempre assiepati all’esterno. Non urlano più. Hanno il volto sorridente. Come quello di don Armando Zappolini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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