Lutto
Nessuna offerta, non si vende la fattoria storica
Deserta l’asta per il podere di Bruciano a sud di Castelnuovo Oltre 3 milioni per acquistare la dimora di Von Wesendonk
CASTELNUOVO VAL DI CECINA. Va deserta l’asta per la storica Fattoria di Bruciano, nessuno ha presentato un’offerta per aggiudicarsi una delle dimore più antiche sul territorio di Castelnuovo.
L’asta era stata programmata per venerdì 27 marzo, nella sala riunioni del Consiglio dell’ordine degli avvocati di Pisa, all’interno dei locali del Tribunale, allo scopo di predisporre la vendita del complesso di edifici che compongono la fattoria di Bruciano. L’immobile si trova nella parte a sud del territorio di Castelnuovo Val di Cecina.
Il prezzo base era di oltre 3 milioni di euro. E con un aumento minimo sull’offerta più alta di 5000 euro. «Si, questa asta è andata deserta – conferma il notaio Salvatore Catania, soggetto delegato del tribunale per la direzione dell’asta – attendo adesso la decisione del giudice per le determinazioni ulteriori ritenute opportune».
La fattoria, ricordiamo, fino XVIII secolo fu patrimonio della famiglia Ricciarelli che la rilevò dal comune di Volterra tra il 1722 e il 1727. E da circa trent’anni è di proprietà della famiglia Von Wesendonk. Fu il luogo nel quale il magistrato tedesco Franz Von Wesendonk (detto “Pico”) alla metà degli anni ’80 decise di ritirarsi. Oggetto di numerosi interventi architettonici e ampliamenti, è nel corso dell’800 che Bruciano ha assunto quello che è l’attuale aspetto, con la chiesa che si affianca al palazzo principale. E proprio la chiesa all’interno è considerata dagli esperti d’arte il pezzo pregiato dell’intera tenuta storica.
Nondimeno, la fattoria è attraversata da un terreno di circa settecento ettari. Gli attuali proprietari, eredi del suddetto “Pico”, alla morte di Franz Von Wesendonk, non raggiunsero un accordo in merito alla conduzione della proprietà, quindi l’autorità giudiziaria interessata alla questione affidò la gestione della fattoria a un soggetto terzo, un custode giudiziario individuato dal tribunale.
L’ulteriore evoluzione della vicenda ha visto il tribunale pronunciarsi per lo scioglimento della comunione ereditaria, dichiarando la fattoria non comodamente divisibile in natura.
Ne è stata quindi disposta la vendita e la conseguente asta poi andata deserta venerdì 27 marzo. I cui ricavati avrebbero dovuto essere suddivisi tra gli eredi Von Wesendonk.
Gianni Bianchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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